Perugia-Carrarese finisce 1-1: pollice verso al Renato Curi

Il gioco dei biancorossi si svolge prevalentemente per linee orizzontali

Perugia-Carrarese finisce 1-1: pollice verso al Renato Curi

Perugia-Carrarese – Finisce in pareggio la gara del Curi tra la terza forza del campionato ed il Perugia quarto in graduatoria. In una serata gelida di primo vero freddo intenso invernale, anche la prestazione degli uomini allenati da mister Baldini ha contribuito a rabbrividire un clima che, intorno al Perugia, incomincia a diventare di ghiaccio. Il Perugia, stando a quanto fatto vedere (anzi non vedere) nel corso della gara si può dire che sia entrato in piena crisi di gioco e di convinzione.

di Gianluca Drusian

Qualcosa deve essere successo all’interno di quello che sembrava fosse uno spogliatoio unito e deisideroso di raggiungere obiettivi importanti perchè sul campo la squadra, da un trittico di partite a questa parte, sembra svolgere benino il prorio compitino ma non sembra essere in grado di andare oltre.

Il gioco dei biancorossi si svolge prevalentemente per linee orizzontali e, molto spesso, il giro palla arriva a coinvolgere con molta frequenza anche il portiere con tanto di palla fatta girare indietro anche dalla fase offensiva. Cosa questa che, in più di una occasione, è riuscita a spazientire i pochi anzi pochissimi spettatori del Curi.

Giocare sugli esterni con partenza dalla rimessa dal fondo poi, a lungo andare nel corso della gara, è apparsa molto spesso di una inutilità pratica che a volte si stentato  di capirne il senso. Anzi, la ricerca ossessiva della palla da giocare tanto da mettere in difficoltà se stessi ed in momenti salienti della gara sembra ogni volta un volersi fare del male che non ha spiegazioni.

Non solo, nei casi in cui la squadra riesce a costruire un partenza da dietro e riesce a portare palla sulla tre quarti avversaria in esecuzione di quei movimenti richiesti e provati in allenamento, arrivata la palla  in quella posizione di campo tutto finisce.

Non sembra esserci nessun giocatore tra i centrocampisti che sia in grado di puntare con convnzione verso la porta avversaria e non giocare sempre palla indietro. Ci ha provato un paio di volte Iannoni (una nel primo tempo con palla indietro dentro l’area giocata per Kouan che l’ha sparata 10 metri sopra la porta ed una sul finire della ripresa) ed una volta Santoro e da lì sono arrivate le uniche situazioni pericolose della gara.

Ci ha provato due volte anche Matos ed in una è riuscito nel siglare involontariamente (il suo era un cross deviato in rete da un difensore) la rete del pareggio sul finire del primo tempo e un’altra volta, appena entrato in area, è caduto in terra forse stremato dall’incredibile sforzo compiuto.

Quello che poi provoca maggiore risentimento in coloro che riescono ancora a seguire da vicino le sorti del Perugia è il fatto che nessuno, anche tra gli avanti, sembra in grado di superare in uno contro uno il proprio avversario e puntare verso la porta. Questi ultimi giocano sempre spalle alla porta avversaria e non sono mai utili alla ricerca di quella profondità che sarebbe meglio garantita da attaccanti di “razza”.

La Carrarese che, di attaccanti veri ne ha due (anche se non fortissimi, per fortuna del Perugia), nonostante giochi in modo simile ai Grifoni come impostazione, almeno grazie ai tagli delle due punte è riuscita più volte a chiudere le proprie azioni e, per poco, non è riuscita a portare a casa i tre punti in palio.

E che sarebbe stato del Perugia se fosse arrivata la sconfitta?

Anche i cambi del secondo tempo apportati da Baldini il quale ha modificato anche il modulo di stare in campo rispetto all’inizio, non ha sortito effetti particolarmente vincenti e differenti da quanto fatto vedere in precedenza.

E’ arrivata la traversa di Ricci ed una rete annullata a Seghetti ma, per il resto, gli errori della squadra sono rimasti gli stessi di prima. Ci ha provato Paz ad inventare qualcosa correndo scriteriatamente in lungo ed in largo per tutto il campo ma, alla fine, niente di importante è riuscito a costruire.

Questa, in pratica, è stata la partita vista dai gradoni del Curi che ha fatto capire ai pochi tifosi come questa squadra non è e non può ambire ad altro. Ariivare a 81 punti come fatto lo scorso anno dalla Reggiana come ricordato dal mister a fine gara può essere un temine di paragone ed un dato statistico da tramandare  ma, come può fare tutti questi punti il Perugia che continua ad andare avanti a suon di pareggi mentre le altre concorrenti vincono?

PROMOSSI: Vulikic, Bartolomei, Iannoni e Paz (per la volontà messa).

BOCCIATI. (ssolutamente stasera) Cancellieri, Kouan (per una volta che aveva calciato e preso nello specchio della porta si trovava in fuorigioco), Santoro, Bozzolan.

INDIFFERENTI: (cioè impalpabili) Angella, Adamonis, Seghetti,Matos, Ricci,Lisi

PERUGIA (4-3-1-2): Adamonis; Paz, Angella, Vulikic, Cancellieri; Iannoni, Bartolomei, Kouan; Santoro; Matos, Seghetti. All. Baldini.

CARRARESE (3-5-2): Bleve; Coppolaro, Illanes, Imperiale; Zanon, Della Latta, Schiavi, Palmieri, Cicconi; Capello, Panico. All. Dal Canto.

Reti. Capello (Car) al 37′ e Matos (pg) al 47′.


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