Autodromo, morte di Paolo Tiacci aperta inchiesta

Autodromo, morte di Paolo Tiacci aperta inchiesta

Autodromo, morte di Paolo Tiacci aperta inchiesta

La Procura ha disposto il sequestro delle moto coinvolte nell’incidente mortale che ha visto la tragica morte di Paolo Tiacci, 45 anni, presso l’Autodromo Borzacchini di Magione. L’autopsia è programmata per le prossime ore, nella speranza di chiarire le cause dell’incidente che ha costretto Tiacci a perdere la vita quando è andato contro un muro con la sua Ducati in zona box.

L’ipotesi che verrà esaminata è se l’uomo, che lascia una figlia piccola, potrebbe aver accusato un malore mentre si trovava in sella alla moto. Gli inquirenti e i carabinieri di Città della Pieve incroceranno i risultati delle indagini sui mezzi sequestrati con quelli dell’autopsia, sperando di poter stabilire con precisione le cause dell’incidente che ha portato alla morte di Tiacci sul colpo dopo un violento impatto.

Secondo quanto si è appreso, Tiacci stava completando i giri finali della giornata di prove libere organizzata da un promoter all’autodromo di Magione. Stava sperimentando la sua passione con la moto che aveva acquistato solo poche settimane prima. Questa era stata una giornata in cui poteva dare libero sfogo alla sua passione per un costo di ingresso di circa 60 euro, consentendogli di fare numerosi giri sul circuito.

La notizia della morte di Tiacci ha sconvolto amici e il mondo delle due ruote, specialmente quello legato al marchio Ducati, in Umbria. Aveva appena assunto un ruolo nel consiglio direttivo del “Doc Ducati Perugia Club” e aveva partecipato a eventi in pista a Misano pochi giorni prima. Era un esperto motociclista e amava partecipare alle prove libere in totale sicurezza. Pertanto, al momento, rimane prioritaria l’indagine sull’eventualità di un malore. La comunità di appassionati di moto lo ricorda con affetto e cordoglio, onorandone la passione.

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