Battaglia per la leadership politica a Perugia, è le regionali?

Nello scacchiere politico umbro di FdI compare il nome di Volpi

Battaglia per la leadership politica a Perugia, è le regionali?

Battaglia per la leadership politica a Perugia, è le regionali?

Battaglia per la leadership – Nel mezzo di una turbolenta competizione politica, il partito Fratelli d’Italia (FdI) mette sul tavolo il nome di Margherita Scoccia, attuale assessore all’urbanistica, come potenziale candidata sindaco del centrodestra. Questo annuncio è avvenuto durante una riunione della coalizione a Palazzo Donini. Tuttavia, il giorno successivo, Progetto Perugia, che rappresenta una delle componenti del centrodestra operante a Palazzo dei Priori, si dissocia apertamente attraverso un comunicato in cui afferma la propria intenzione di coinvolgere attivamente la città nella selezione del prossimo candidato sindaco, piuttosto che basarsi su decisioni di partito.

Questo rifiuto implicito di Scoccia come candidata sindaco riflette una crescente frattura all’interno della coalizione di centrodestra. È interessante notare che il comunicato è stato firmato da Francesco Vignaroli, capogruppo in consiglio, ma è stato inviato al cronista da Edi Cicchi, assessore, il cui nome è emerso più volte sulla stampa come uno dei candidati favoriti da Progetto Perugia.

Questo episodio si inserisce in un contesto politico più ampio. Il comunicato di Vignaroli sottolinea l’impegno di lunga data di Progetto Perugia nel dialogo costante con la città e nella volontà di costruire un futuro per Perugia, offrendo un nuovo slancio e maggiore coraggio. Il partito ha cercato attivamente di fungere da promotore e motore di un cambiamento radicale a Perugia sin dal 2014, collaborando con la comunità per realizzare un progetto ambizioso e coraggioso. Questo impegno è evidenziato attraverso una serie di incontri con cittadini e associazioni di categoria, come l’evento a Villa Buitoni a giugno e la quattro giorni a settembre in Piazza della Repubblica, che ha visto la partecipazione di oltre duemila cittadini.

In linea con la sua filosofia di partecipazione attiva della comunità, Progetto Perugia sta intensificando i suoi sforzi organizzando incontri con le varie categorie sociali e con i cittadini stessi nei quartieri di Perugia. L’obiettivo è quello di costruire insieme un progetto ambizioso per il futuro della città e di identificare la figura più idonea a rappresentare e promuovere questa visione condivisa dalla comunità. Questa strategia enfatizza l’importanza del dialogo costante con i cittadini e sottolinea l’impegno di Progetto Perugia nel coinvolgere attivamente la comunità nel processo decisionale.

Nell’ambito della politica umbra, le tensioni non si limitano soltanto alla competizione per le elezioni comunali. Dal vertice del centrodestra di lunedì sono emerse anche scaramucce in vista delle elezioni regionali previste per ottobre 2024. Sembra che l’ipotesi di prorogare le elezioni a marzo dell’anno successivo sia ormai tramontata. La Lega, guidata da Riccardo Marchetti, ha affermato con fermezza di non fare passi indietro riguardo al bis di Donatella Tesei. Questa posizione è stata ribadita più volte anche dal leader nazionale Matteo Salvini. Dall’altra parte, Fratelli d’Italia (FdI) ha indicato che, sebbene al momento Tesei sia la prima scelta, la decisione finale verrà presa successivamente. In particolare, sarà il vertice a Roma a dare l’indicazione definitiva.

Se l’Umbria dovesse essere assegnata a FdI nella distribuzione politica romana, potrebbero entrare in gioco su richiesta di Giorgia Meloni lo stesso Prisco o il presidente del consiglio Marco Squarta, come scrive Alex Antonini sul Corriere dell’Umbria di oggi. Prisco è proiettato verso una carriera ministeriale, mentre Squarta è in pole position per un seggio nell’Europarlamento, con la promessa di una buona dose di voti a livello interregionale da parte dei vertici romani del partito.

Nel campo del centrosinistra, invece, persiste l’incertezza, sebbene siano giunte voci da Roma in parte smentite. In particolare, circolano voci su un presunto accordo tra Schlein e Conte che vedrebbe il segretario regionale del Partito Democratico, Tommaso Bori, in vantaggio per la carica di Palazzo Donini e la consigliera del Movimento 5 Stelle, Francesca Tizi, come possibile candidata per Perugia. Tuttavia, lo stesso Bori ha smentito queste voci, mentre il consigliere regionale Thomas De Luca ha commentato positivamente su Tizi come possibile scelta per Palazzo dei Priori. In alternativa, la presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e il rettore dell’Università degli Studi, Maurizio Oliviero, sarebbero sostenuti dallo stesso Bori. Proietti ha chiaramente smentito queste voci, sottolineando la sua intenzione di rimanere alla guida della città fino alla fine del suo mandato. Oliviero, al contrario, non ha mai commentato direttamente su queste speculazioni.

Prima di giungere alla fase delle elezioni regionali, tuttavia, è necessario superare la fase delle elezioni comunali a Perugia. Nel campo del centrodestra, sono in lizza Scoccia per Progetto Perugia e FdI (sebbene la Lega presenti anche Merli, con la preferenza comunque per Scoccia con il bis di Tesei). Progetto Perugia ribadisce la sua volontà di un candidato unitario, facendo riferimento a Cicchi, mentre la componente civica di Arcudi sarebbe incline a promuovere il vice-sindaco Tuteri. Nel campo del centrosinistra, il professor Belardi emerge come una figura importante, nonostante abbia tradito una matrice boriana-grillina. Inoltre, c’è Leonelli per Azione, mentre Hromis del Partito Democratico resta in agguato come figura ribelle. Resta ancora da vedere se Andrea Fora potrebbe tornare come candidato unitario con il sostegno anche dei membri ostinati di Progetto Perugia. Nel frattempo, i sostenitori di Giorgia Meloni continuano la loro campagna di reclutamento, assicurando l’ingresso di Volpi e di un altro consigliere, il cui nome è ancora in attesa di conferma.

1 Commento

  1. In vista delle elezioni amministrative del prossimo anno si stanno già “affilando i coltelli”. E’ una sorta di gara degli scacchi durante la quale assisteremo a mosse e contromosse sempre pensando al bene degli elettori, ovviamente! E’ una sorta di “gioco di società” riservato ai facenti parte di un circolo ristretto in cui raramente il vincitore è il migliore. In questo rincorrersi di candidati (con veti incrociati) nessuno che pensi al bene di Perugia e dell’Umbria. L’obiettivo è sempre quello di accaparrarsi la poltrona, a volte anche solo una carega e in extremis addirittura di uno strapuntino pur di avere un incarico per mettersi una medaglietta al petto e nella speranza che in futuro vada meglio. Quindi, evviva la politica che dovrebbe essere al servizio dei cittadini! A volte i candidati sono intercambiabili come se fare il Sindaco o il Presidente di Regione siano incarichi equivalenti. L’importante è conquistare una poltrona. Non si pensa mai alle capacità dei candidati, alla loro esperienza in campo amministrativo, a ciò che servirebbe alla Regione e/o al Comune di Perugia. L’importante è vincere e, come già accaduto in passato, poi si vedrà. I primi 5 anni servono per capire com’è la situazione e accomodarsi sull’agognata poltrona; l’eventuale secondo quinquennio viene dedicato ai proclami su cosa si vorrebbe/dovrebbe fare. E intanto si sono persi anni preziosi e nessun passo avanti è stato fatto concretamente per migliorare la vita quotidiana dei Cittadini. C’è chi pensa alla Regione, chi pensa al Comune, chi pensa alla carriera ministeriale, ecc, ecc. ecc., ma nessuno che pensi a quello che è indispensabile fare per uscire questo pezzo d’Italia dall’isolamento che dura da decenni. Con questo non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma che gran parte dei concorrenti siano ben rappresentati da quanto sopra riportato ne sono convinto. Tant’è che le urne vengono disertate dalla metà degli aventi diritto. La colpa non è degli elettori, ma della politica e in particolare dei “politici di professione” che si ricordano degli elettori solo quando chiedono il voto e poi calano il siparietto della campagna elettorale. Si provi ad esempio a chiedere un colloquio ad uno dei candidati e vedrete la differenza tra prima delle elezioni e dopo se eletto. La differenza di comportamento è la “prova del nove”. L’eletto si sente il Principe e considera l’elettore un suddito perchè la maggior parte di certi personaggi sono aroganti, supponenti e si sentono superiori. Al contrario sia il Sindaco che il Presidente di Regione, e non solo, sono “primus inter pares”. Ma molti di loro si dimenticano, oppure lo ignorano, salvo però tornare a chiedere il voto dopo il primo mandato. Questa è la cruda realtà.

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