L’Italia  e l’Umbria dei borghi e delle aree interne

L’Italia  e l’Umbria dei borghi e delle aree interne

L’Italia  e l’Umbria dei borghi e delle aree interne

L’Italia  e l’Umbria – In Italia sono censiti attualmente 7.901 Comuni, di questi 2025 hanno meno di mille abitanti, 2427 fra 1000 e 3000,1082 da 3000 a 5000,1858 da 5000 a 20000, 412 da 20000 a 60000, 53 da 60 a 100000, 44 più di centomila abitanti. Inoltre metà del territorio nazionale perde popolazione ma ancora 13 milioni di persone, circa il 22% di quella nazionale ci abitano e cercano di tenerli in vita e renderli vivi e operativi.

di Giancarlo Lunghi

I cambiamenti sociali ed economici accrescono la polarizzazione fra aree abbandonate e territori sovraffollati, fra centri storici disabitati e periferie che invece si riempiono di abitanti e ridurre le diversità è una necessità ed opportunità.

Le aree interne sono in difficoltà ma tendono a sopravvivere perché esistono persone e gruppi familiari,in particolare anziani, che desiderano vivere in questi luoghi in modo dignitoso e tranquillo.

Esiste poi la specificità di ogni territorio in termini di risorse disponibili, quali il patrimonio culturale e monumentale, i fattori produttivi caratteristici, gli spazi utilizzabili per attività comuni, improntati alla gestione in associazione, alla manutenzione dei terreni oggi quanto mai importante dati i cambiamenti climatici.

In questi territori è importante mantenere una scuola, un stazione ferroviaria se già c’è, un presidio sanitario, una farmacia,un ufficio postale, una banca, un negozio di alimentari e mercerie, un bed e breakfast, un ristorante e reti interne; tutti questi sono elementi che rendono attrattivo un luogo nonsolo  per visite temporanee o turistiche ma in prospettiva di una residenza effettiva.E non può mancare l’impegno soprattutto del mondo del volontariato per la tutela dell’ambiente,per le attività culturali compresa la diffusione della lettura e della musica.

Le aree interne sono purtroppo caratterizzate da indicatori di declino demografico, rarefazione dei servizi essenziali come salute, istruzione, accessibilità e abbandono del territorio e del patrimonio edilizio.

Riguardo alla accessibilità è necessario il miglioramento della mobilità da, per, ed entro le aree interne al fine di rendere accessibili i servizi sul territorio.

Bisogna investire per invertire queste dinamiche e riportare queste aree al centro del rilancio del Paese disegnando i servizi e il progetto di sviluppo in funzione dei fabbisogni e delle potenzialità locali, adottando un metodo innovativo che riconsideri le persone, in particolare i giovani che vivono nei luoghi e rappresentano la chiave del cambiamento per il rilancio.

La gran parte delle Aree interne ha individuato nel percorso di progettazione il Turismo come opportunità di sviluppoin linea con le nuove motivazioni dei viaggiatori organizzando un sistema di offerta in grado di intercettare i cambiamenti del mercato turistico.

Anche l’Umbria, con tanti Comuni pieni di territori e di borghi di rara bellezza, paesaggistica e monumentale, deve utilizzare i fondi messi a disposizione dal programma Borghi del PNRR come grande occasione per restituire attrattività e riportare a nuova vita queste aree con interventi efficaci di rivitalizzazione economica, sociale, culturale e delle tradizioni godendo anche della relativa vicinanza dei centri maggiori a partire da Perugia e Terni.

La rigenerazione urbana ,dalla qualificazione degli spazi pubblici al restauro del patrimonio storico e architettonico, dalla creazione di nuovi servizi all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali permetterà di rilanciare il tessuto socio economico di questi Comuni della nostra Regione e con l’obbiettivo di renderli attrattivi per le nuove generazioni che devono farsi carico di costruire un nuovo modello di sviluppo per territori che altrimenti rischiano la emarginazione e l’oblio e che invece vanno rilanciati ad ogni costo contribuendo a rendere sempre più visitabile e incantevole l’Umbria.

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