Le amputarono braccia e gambe, ora Anna Leonori avrà 2 milioni

Le amputarono braccia e gambe, ora Anna Leonori avrà 2 milioni

Anna Leonori, una donna ternana di 46 anni, ha finalmente ottenuto giustizia e un risarcimento di oltre due milioni di euro dopo una lunga battaglia legale durata nove anni. La sua storia inizia nel 2014 con una diagnosi di tumore alla vescica di quarto grado infiltrante.

Sottoposta a intervento chirurgico all’ospedale Regina Elena di Roma, le vengono rimossi utero e ovaie. Tuttavia, successivamente emerge che il secondo esame istologico risulta negativo per il tumore.

Inizia un percorso fatto di problemi e complicazioni, tra ricoveri e infezioni, legate alla ricostruzione di una vescica ortotopica. Nel maggio 2017, viene nuovamente ricoverata, questa volta al Regina Elena di Roma, per ulteriori indagini mediche. A causa di un’infezione non adeguatamente trattata, il 7 ottobre 2017 Anna entra in setticemia. Il ritardo nell’arrivo dei soccorsi all’ospedale di Terni la porta a rimanere in coma, sia naturale che indotto, per due mesi e mezzo. Quando si risveglia, si rende conto che è iniziata la necrosi degli arti.

La situazione porta all’amputazione delle braccia e delle gambe, avvenuta presso l’ospedale Bufalini di Cesena. Sebbene l’ultimo ospedale sia stato apprezzato da Anna per l’assistenza, ormai era troppo tardi per salvare gli arti.

Oggi, Anna ha 51 anni e vive con quattro protesi agli arti e una stomia urinaria. È madre di due figli, di 14 e 18 anni. La sua lotta e il suo coraggio sono stati alimentati dalla volontà di riprendersi per i suoi ragazzi, anche se il rapporto con il figlio maggiore è stato più difficile a causa dei suoi problemi di comunicazione.

Nonostante le difficoltà, Anna ha trovato ispirazione e sostegno dall’incontro con la schermitrice olimpionica Bebe Vio, che ha condiviso con lei il suo percorso di resilienza dopo aver affrontato una situazione simile.

Anna ha affrontato sfide finanziarie anche riguardo alle protesi, alcune delle quali non sono coperte dalle assicurazioni sanitarie. Grazie all’aiuto di associazioni, privati e la comunità, è riuscita ad acquistarle, ma ha vissuto con la paura che potessero rompersi. Ora, con il risarcimento ottenuto e le nuove protesi, guarda al futuro con maggiore serenità, pronta a sfruttare appieno le opportunità che le si presentano.

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