Perugia, si riparte dalla serie C, fatta l’iscrizione
di Gianluca Drusian
Qualunque cosa accada, Il Perugia riparte dalla serie C. Dopo l’avvenuta iscrizione al campionato effettuata dalla società del presidente Santopadre, la formazione biancorossa riprenderà la propria avventura in terza serie a partire dal 27 agosto prossimo venturo.
La Lega di C ha infatti ufficializzato le date di inizio e chiusura (il 28 aprile 2024), le date di play-off (10 giorni dopo la fine della regular season) e play-out (11 e 18 maggio 2024) e quelle della Coppa Italia che inizierà il giorno 20 agosto 2023.
Sulla composizione dei tre gironi di C ci sarà ancora da attendere in quanto la Lega deve ancora definire su alcuni dubbi relativi alla inscrizione e sopravvivenza di alcuni club.
Intanto, dopo aver adempiuto alla prima formalità pesante della nuova stagione, la società biancorossa tiene ferma la propria posizione di contrasto verso la iscrizione in B tanto della Reggina quanto del Lecco.
In proposito, con una particolare quanto a tempistica nota del 23 giugno, il sodalizio perugino ha infatti tenuto a precisare come le due società sopracitate non avrebbero avuto titolo per ottenere l’ammissione al relativo campionato di cadetteria confidando,inoltre, nella Lega di b e nella FiGc affinchè avessero fatto osservare ed applicare quei regolamenti ai quali il Perugia, dal canto suo, avrebbe pedissequamente tenuto fede.
Nella stessa sera del 23 giugno scorso, tuttavia, l’Assemblea di Lega, convocata per esprimersi in merito alle iscrizioni ai campionati, non ha fatto altro che confermare la volontà propia di voler mantenere il format a 20 squadre e non allargarlo come da qualche parte vanamente teorizzato, non lasciando così alcuno spazio per eventuali speranze tanto umbre quanto di altre società di ottenere una riammissione diretta.
In più, nello stesso comunicato di Lega, non si parla in nessuna maniera di alcun rigetto di iscrizione di alcuno dei club richiedenti mentre, stando alle cronache giornalistiche, tanto la Reggina (che sembra avere risolto il problema societario del suo presidente Saladini) quanto il Lecco (il cui problema stadio sembrerebbe essere stato anch’esso risolto grazie all’autorizzazione a giocare nello stadio del Padova) nonostante se ne continuerà a parlare per tutta l’estate, non sembrano poter essere sostenuti o portati avanti come casi che possano giocare a favore del Perugia calcio.
Piuttosto, in casa Perugina, a tenere ancor più banco, più del toto allenatore (si è parlato di Diana ex Reggiana a Perugia ma lo stesso tecnico ha raggiunto un accordo con il Vicenza mentre la Reggiana ha preso Nesta ex Perugia il che farebbe sorgere la domanda: non è che la campagna acquisti del Perugia la fa ancora Goretti?) o toto giocatori, sono state due le vicende degne di cronaca settimanali: una legata alle audizioni in Procura relative alla ultima partita di campionato scorso contro il Benevento e l’altra legata ancora una volta alla vicenda nuovo stadio Curi.
In Comune, nel centro cittadino, per l’ennesima occasione, si sarebbero incontrati Sindaco e dirigenti comunali e società presentatrice del progetto. Le parti hanno parlato della grandezza dell’opera, dei 76 milioni di euro (pare) necessari, dei milioni di euro che dovrà spendere tanto la parte pubblica quanto la parte privata e degli enormi ricavi che dalla opera ne deriverebbero ovvero circa 10 milioni di euro a stagione provenienti dalle attività extracalcio.
Cose strabilianti. Numeri altrettanto strabilianti che farebbero gola ai più increduli ma, allora, perché ancora ne stanno soltanto parlando? “Cui prodest”?

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