Confiscati beni per oltre 200ml € ad un condannato per spaccio di droga
Confiscati beni – La Procura Generale di Perugia, sotto la direzione di Sergio Sottani, ha ordinato la confisca di beni patrimoniali per un valore superiore a 200.000 euro a un individuo nativo di Ancona. Quest’ultimo era stato condannato nel 2013 dalla Corte di Appello di Perugia per detenzione ai fini di spaccio di 2,5 chili di stupefacente tra cocaina e hashish.
di Marcello Migliosi – direttore
L’operazione di confisca, eseguita dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona, rappresenta il culmine di un’approfondita attività investigativa condotta dai militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo marchigiano in collaborazione con il personale dell’Ufficio del Processo del Procuratore Generale presso il Comando Provinciale di Perugia. La procura generale – scrive il dottor Sottani in un dispaccio – svolge un’accurata analisi delle sentenze emesse dalla Corte d’Appello di Perugia al fine di individuare condannati che abbiano accumulato beni patrimoniali di valore sproporzionato rispetto al loro reddito dichiarato o senza una giustificazione plausibile.

Le indagini patrimoniali hanno rivelato che il soggetto coinvolto aveva movimentato circa 450.000 euro sui propri conti correnti durante il periodo in cui si svolsero i fatti oggetto della condanna. Questi fondi sono stati utilizzati, tra le altre cose, per l’acquisto di un immobile, nonostante il reddito dichiarato da lavoro dipendente oscillasse tra i 10.000 e i 20.000 euro annui. La disparità tra il valore dei beni acquisiti e il reddito dichiarato ha costituito un elemento fondamentale per l’applicazione della confisca.
L’indagine della Guardia di Finanza ha inoltre rivelato che il condannato si avvaleva della collaborazione di un pensionato marchigiano, il quale custodiva la droga nel proprio terreno al fine di evitare sospetti da parte degli investigatori.
La Sezione Penale della Corte di Appello di Perugia ha condiviso l’accusa della Procura Generale, disponendo il sequestro e la successiva confisca dell’intero patrimonio immobiliare, che include una villetta nella provincia di Ancona del valore di oltre 200.000 euro. L’acquisto di tale immobile, intestato fittiziamente alla moglie del condannato, è stato ritenuto finanziato con proventi illeciti derivanti dal traffico di droga.

Dopo un’approfondita perizia contabile sui redditi del nucleo familiare del condannato, la Corte di Appello di Perugia ha confermato la sproporzione assoluta tra i redditi dell’individuo e l’acquisto del bene immobiliare, ordinandone la confisca.
L’esecuzione del provvedimento di confisca è stata effettuata di recente dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona. A meno di ulteriori ricorsi alla Suprema Corte, il bene sarà assegnato all’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, per essere reinvestito in finalità istituzionali e di utilità sociale.
L’odierna operazione, insieme ad altre condotte in passato con risultati simili, evidenzia l’impegno della Procura Generale di Perugia nel contrastare l’accumulo illecito di capitali attraverso diverse forme di criminalità. La Guardia di Finanza svolge un ruolo fondamentale nel massimizzare l’efficacia di tale Ufficio nella lotta all’illegalità.

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