Le problematiche di Collestrada, nodino centro commerciale e fermata ferroviaria

Le problematiche di Collestrada, nodino centro commerciale e fermata ferroviaria

Le problematiche di Collestrada, nodino centro commerciale e fermata ferroviaria

Di Giancarlo Lunghi (già Amministratore Pubblico)
Il progetto definitivo elaborato da ANAS per il cosiddetto Nodino che va da Collestrada a Madonna del Piano rappresenta di fatto una variante alla E45 bypassando l’abitato di Ponte San Giovanni e la zona industriale. Progetto ora sottoposto alla verifica di ottemperanza e alla valutazione di incidenza ambientale e una volta approvato e trovati gli opportuni finanziamenti, che non è cosa di poco conto, dovrà essere realizzato da ANAS.

Nel frattempo sarebbe opportuno anticipare i tempi e realizzare le rampe previste come richiesto praticamente da tutti. Pur rispettando le posizioni dei Comitati sorti a Ponte san Giovanni pro e contro è indubbio che qualcosa va fatto e realizzato in tempi non infiniti perché la situazione attuale è insostenibile.

Va anche progettato il Nodo da Madonna del Piano all’Ospedale Santa Maria della Misericordia se si vuole risolvere il problema di un accesso rapido all’Azienda Sanitaria Ospedaliera, liberando il traffico dalle gallerie sul raccordo Perugia-Bettolle e prevedendolo successivamente fino alla Pievaiola nel territorio del comune di Corciano. Riguardo invece al Super Svincolo di Collestrada previsto nel progetto ANAS occorre verificare come lo stesso si concilia con il Nuovo Centro Commerciale, la nuova fermata ferroviaria a Collestrada ed il mega parcheggio che sarà realizzato e come il tutto si rapporta con la viabilità di quella zona già fortemente intasata. Occorre conoscere come si interconnette il progetto di ampliamento del Centro Commerciale nell’area ex- Enel, dove si prevedono nuovi spazi commerciali e negozi per circa 25.000 metri quadri ed inoltre un parcheggio di circa 3.500/4.000 posti macchina, che comporterà ulteriori flussi di traffico e di conseguenza inquinamento ambientale.

La previsione di nuove aree commerciali comporta come minimo una nuova viabilità che oltrepassi il Fiume Tevere e si colleghi con il suddetto Super Svincolo di Collestrada. Non convince invece la realizzazione della nuova fermata ferroviaria a Collestrada che invece a parere di molti si dovrebbe posizionare presso l’Aeroporto Internazionale San Francesco, cosa che già avviene in diverse realtà aeroportuali in Italia ed all’Estero favorendo il trasporto aereo-ferro.

Siamo di fronte a progetti di grande rilievo che interessano il Comune di Perugia e quelli limitrofi di Bastia Torgiano e Corciano ma riguardano l’intera Regione dato che Ponte San Giovanni è area baricentrica della Regione per l’incontro di reti viarie e ferroviarie. La realizzazione di questi progetti cambierà profondamente la realtà economica di una delle zone più importanti dell’Umbria proiettandola verso un futuro di sviluppo e progresso e può migliorare la qualità della vita della popolazione che vive in quella zona.

3 Commenti

  1. Sicuramente “bisogna fare qualcosa” come ben dice l’articolo all’inizio, e pure “in tempi brevi”. Ma la risposta è proprio nel raddoppio rampe, anche queste ben citate dall’articolo. A nostro avviso il solo raddoppio rampe lenisce il problema di un buon 70%. Facciamolo questo raddoppio e presto. Intanto si congeli tutto (Nodo e Nodino), poi a bocce ferme si valuterà.

  2. Causa ambientalisti, ecologisti, animalisti (e chi più -“isti” ha, più ne metta) certi interventi sacrosanti molto probabilmente non vedranno mai la luce. E se mai la dovessero vedere saranno trascorsi decenni e decenni e decenni per cui il progetto sarà già vecchio. Questa è l’Italia dell’intellighenzia; purtroppo, il nostro Paese è prigioniero degli “xxxxxxisti”. Perfino le nutrie sono più importanti dell’uomo!

  3. Prevedere altri 25000 mq di spazi commerciali in un luogo (Ponte San Giovanni) dove attualmente esistono oltre 15 esercizi commerciali chiusi e sfitti e in un format (quello del mega centro commerciale o mall per dirla all’americana) ormai definitivamente al tramonto (basta sentire le opinioni dei principali responsabili di centri commerciali in Italia) è inseguire, con 30 anni di ritardo, un modello di sviluppo economico bolso e miope. Per di più avendo in cambio un incremento del traffico a cui magari si pensa di porre rimedio con nuove e faraoniche strade, svincoli, parcheggi e nodini… Nessuno degli abitanti della zona (ed io sono fra questi) sente il bisogno di questo pseudo “modello di sviluppo”.

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