Mettere a rete l’offerta e i servizi culturali della città di Terni
Mettere a rete l’offerta – “Occorre mettere a rete, a sistema, ed implementare l’offerta dei sevizi culturali della città di Terni: l’Archivio di Stato a Palazzo Mazzancolli, la Biblioteca Comunale nell’ex Municipio di Piazza della Repubblica, i Musei (Archeologico + Pinacoteca), le attività espositive di arte contemporanea e le manifestazioni al CAOS ( Centro Arte opificio ex Siri ). E poi ancora: l’Istituto Musicale Statale di Alta Formazione Briccialdi, il Liceo Artistico, l’Anfiteatro Fausto e la Chiesa del Carmine fino a Palazzo Primavera e Palazzo Carrara. L’insieme delle istituzioni e dei servizi culturali, costruiti ed avviati con lungimiranza e tenacia nel corso degli anni nella nostra città, rappresentano un patrimonio ed un’offerta culturale di livello e qualità di tutto rispetto. Unitamente alla disseminazione in città delle altre grandi opere d’arte come l’Obelisco di Arnaldo Pomodoro, Le Libertà di Turcato a Piediluco, le Forme di Mastroianni a Corso Tacito, tanto per citarne solo alcune”. Così il candidato sindaco Josè Maria Kenny in una nota.
“Pensiamo alla cultura – spiega Kenny – come bene comune e come risorsa per la crescita civile e sociale oltre che per lo sviluppo e la capacità attrattiva della città. Questa esigenza e questi fattori devono tornare ad essere centrali nella strategia delle politiche di promozione e attrazione, di cura e bellezza della città. Insieme alle grandi manifestazioni, come il concorso pianistico Casagrande e al rafforzamento della presenza di Umbria Libri e Umbria Jazz vanno sostenute tutte quelle iniziative culturali e musicali in grado di portare Terni al centro del panorama regionale e nazionale. E poi il recupero del Teatro Verdi e la valorizzazione dei siti archeologici di Carsulae e del complesso storico e naturalistico della Cascata delle Marmore. Intendiamo mettere in rete questa già ricca offerta, con quella del territorio di Terni e Narni oltre che dei Comuni dell’area per realizzare un network culturale di prim’ordine. E poi occorre riprendere, mettere a punto e portare a compimento il Progetto del Museo delle Armi. Ricordiamo che per i lavori di consolidamento dei capannoni comunali dismessi dalla fabbrica d’armi (ubicati nel retro dell’ex Stadio di Viale Brin), sono stati investiti, sotto la direzione e supervisione della Sovrintendenza Regionale, alcuni milioni di euro. In questi capannoni va collocata la raccolta oggi esposta nelle teche dello Stabilimento Militare”.
“Inoltre – prosegue Kenny – è necessario rilanciare l’idea del Progetto del Museo dell’Energia, dell’Industria e del Lavoro da collocare a Papigno, nell’ex Stabilimento Elettrochimico, nell’ambito del Programma di risanamento e bonifica dell’area SIN, sito di bonifica di interesse nazionale. Ambiente, cultura, energia, innovazione e ricerca, possono diventare a Papigno e per la città, uno straordinario laboratorio di sperimentazione per la transizione ambientale, energetica e digitale. In merito alla visita del ministro Gennaro Sangiuliano ci limitiamo a sottolineare che l’acquisto dell’ex palazzo Inps per destinazione museale (sede storica dell”INPS a Corso Tacito) risulta del tutto estemporanea, fuori da ogni seria politica di programmazione culturale. Forse suggerita da qualche ambiente portatore di interessi finanziari immobiliari che con la cultura ha poco a che vedere”.

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