Asilo Corciano, maestra indagata: «Sono pentita, non volevo umiliare nessun bambino»
La maestra indagata per maltrattamenti nell’asilo nido Giamburrasca di Corciano dice di essere pentita, respinge le accuse di maltrattamenti, ma parla di intento educativo e nessuna volontà di arrecare danni ai bambini.
Questa la versione della 47enne durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Angela Avila. Il confronto si è svolto a porte chiuse nell’aula d’udienza al primo piano del tribunale di via XIV Settembre. Ieri mattina in tribunale la donna, assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile e Daica Rometta, ha risposto per poco meno di un’ora e mezzo alle domande del giudice che le ha imposto il divieto di avvicinamento all’asilo nido Giamburrasca di Corciano. L’educatrice ha chiesto una riqualificazione delle contestazioni che le vengono rivolte in abuso di mezzi di correzione.
«La mia cliente ha risposto a tutte le domande rendendo ampie dichiarazioni – lo ha detto avvocato Gentile a margine dell’interrogatorio di garanzia -. Ha tenuto a specificare che l’asilo nido Giamburrasca non è un lager né un covo dell’orrore, bensì una struttura che dal lontano 2003 riceve riconoscimenti da Enti per le attività svolte, un periodo di tempo molto lungo durante il quale tutte le attività sono sempre state portate avanti in armonia e senza nessuna denuncia penale».
Il giudice Avila si è riservata la decisione: da ieri, ha cinque giorni di tempo per valutare le richieste della difesa e stabilire di accogliere anche l’annullamento della misura.

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