Incontro “No alle disuguaglianze ripartiamo dai territori”

Incontro “No alle disuguaglianze ripartiamo dai territori”

Incontro “No alle disuguaglianze ripartiamo dai territori”

Aula Magna dell’Università degli Studi di Perugia piena di studenti per l’evento “No alle disuguaglianze, ripartiamo dai territori”, promosso dall’Ateneo, da Rai Umbria e Libera con l’obiettivo di definire cosa si intenda per disuguaglianze e cosa si sta facendo concretamente per accorciare le distanze tra chi ha molto e chi non ha nulla.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di definire cosa intendiamo per disuguaglianze, tema di stringente attualità e cosa si sta facendo concretamente per accorciare le distanze tra chi ha molto e chi non ha nulla.

Al termine della mattinata, il Magnifico Rettore prof. Maurizio Oliviero e Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera ha rinnovato la convenzione esistente fra lo Studium Generale e l’associazione contro le mafie.

“Il tema delle disuguaglianze è il fulcro della costruzione di una società migliore e più giusta – ha dichiarato il Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero -. Insieme a Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera e grazie al sostegno di Rai Umbria, nella persona del Direttore Giovanni Parapini, l’Università intende fare la sua parte per ripartire dai territori, mettendo a disposizione di tutte e di tutti le proprie eccellenze accademiche e scientifiche. È necessario, infatti, innanzi tutto comprendere le cause degli squilibri e quindi elaborare possibili soluzioni, a partire dalla tutela del diritto allo studio, tema centrale dell’azione di questa Governance e a nostro parere caposaldo dell’opportunità di una vita migliore a prescindere dalle condizioni sociali ed economiche di provenienza”.

“L’attuale momento storico, con i suoi gravissimi problemi – ha sottolineato Walter Cardinali dell’Associazione Libera (Umbria) – richiede responsabilità e impegno da parte di tutti, l’Io, come sottolinea sempre Libera, è inadeguato, occorre il Noi per affrontare sfide così drammatiche. Impegno che deve tradursi in atti e azioni concrete, perché le parole non risultino più vuota e stanca retorica”.

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