Sean Henke, presidente Fesik, insignito del grado di 8° dan di karate
Sean Henke 8° dan – Sabato 2 ottobre ho ricevuto una onorificenza che non mi sarei mai aspettato. Il riconoscimento dell’8° Dan. Ho iniziato nel 1974 a praticare Karate. Avevo 8 anni ed ero l’unico bambino circondato da atleti che potevo guardare negli occhi solo alzando la testa al cielo. All’inizio mi sono dedicato principalmente al Kumite sportivo, senza tralasciare i programmi di Kihon e Kata.
Decisi di chiudere la prima parte della mia attività agonistica a 27 anni, dedicandomi per un breve periodo all’arbitraggio. Poco dopo venni nominato allenatore della squadra Nazionale femminile di Kumite, cercando di dare il mio contributo e trasmettere gli insegnamenti che per anni mi aveva impartito il M° Ticky Donovan. Un periodo intenso ma felice che ebbe il suo apice con titolo mondiale Wkc in Germania nel 1999 e quello europeo in Romania nel 2000.

Nel frattempo decisi di dedicarmi al Kata ed al perfezionamento dello stile Shotokan. L’amicizia ed il rispetto tra mio padre ed il M° Hiroshi Shirai mi consentì di frequentare i suoi corsi a Milano in via Friuli. Ero sempre in viaggio per seguire gli stage dei più importanti maestri di Shotokan, da Kase a Enoeda, da Ochi a Nishiyama.
[su_panel border=”4px solid #cccccc” shadow=”5px 3px 9px #e3e0e0″ radius=”17″ text_align=”center”]Sapevo perfettamente le sensazioni che provava un atleta di Kumite in gara ma non ero a conoscenza delle emozioni che poteva sentire un atleta di Kata. Decisi pertanto a 36 anni, da veterano, di iscrivermi alla prima gara di Kata. I risultati ottenuti in campo nazionale ed internazionale sono stati sicuramente una gratificazione ma li ho sempre considerati come una crescita personale nel mio percorso.[/su_panel]Nel 2008, anno di nascita di mia figlia Victoria, decisi di lasciare la carica di allenatore della nazionale e dedicarmi maggiormente alla segreteria ed all’organizzazione federale. Dopo la morte di mio padre nel 2010 furono in molti a pensare a me come naturale successore alla presidenza, una carica che non avrei mai accettato in quel periodo per questioni emotive e strettamente personali.

Il compianto Demetrio Donati mi convinse a candidarmi ad una carica dirigenziale ed alla fine del 2012 divenni consigliere federale della Fesik. Dopo le dimissioni del precedente presidente fu ancora una volte Demetrio a spingermi con le sue parole verso la più alta carica federale: “Adesso tocca a te!”. Ed il 18 gennaio 2014 divenni presidente della Fesik.
Sono sempre stato a stretto contatto con mio padre (Karl Henke ndr) fin dalla nascita della Fesik avvenuta nel 1993, ed ancor prima quando era il settore sportivo all’interno della Fikta, cercando di dare sempre tutto quello che era nelle mie possibilità. Il 6° e 7° Dan in qualche modo me li aspettavo, ma ora mi chiedo: ho fatto abbastanza per meritarmi un grado così alto?

Mio padre ricevette l’8° Dan dalle mani di Fritz Wendland nel 2000 quando aveva 63 anni e 34 di Karate. Io a 56 anni con 48 di Karate. Il paragone con mio padre non mi ha mai turbato, anche perché sono cosciente di quello che è stato e di quello che ha creato. Per me sarà sufficiente arrivare anche a metà di quello che egli ha compiuto nella sua vita intera.

In realtà mi ritengo ancora troppo giovane e non sono sicuro di aver fatto abbastanza nella mia carriera all’interno della federazione e nel mondo del Karate per ricevere una onorificenza così importante. Sicuramente non avrei mai accettato questo grado se non fosse stato il “mio” Consiglio Federale a conferirmelo. Ho la fortuna di avere accanto a me persone splendide, di alto profilo e competenti. Veramente onorato di collaborare con loro ed esserne amico.
So perfettamente che l’hanno fatto con il cuore e nel mio cuore porterò sempre questo momento.
Da questo momento dovrò fare di più per meritarlo…

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