Ultime notizie dalla “galassia pentastellata”
di Gianni Porzi
E’ giunta la notizia che sarebbe stata compiuta l’operazione verità, notizia che il grande Totò avrebbe commentato con “ma mi faccia il piacere”. Alcuni esperti di questioni astropolitiche hanno detto giustamente che Di Maio si sarebbe dovuto dimettere da qualsiasi carica politica. Non c’è alcun dubbio, perché un politico che ammette di aver commesso errori, peraltro numerosi, e aggiungerei gravi, dovrebbe andare a casa accompagnato, aggiungo sempre io, da un “sonoro Vaffa”, quello che in passato lui e i suoi compagni di avventura hanno rivolto più volte dalle piazze ai politici di turno.
Si fa presto ed è comodo ammettere gli errori, senza pagarne le conseguenze. Conseguenze che sono purtroppo a carico di tutti quegli italiani che hanno assistito increduli/sconcertati ai “NO a TUTTO CAMPO” (TAV, TAP, estrazione gas dal Mediterraneo, estrazione del petrolio in Basilicata, centrali a carbone o a petrolio) e invocando il mantra delle fonti energetiche rinnovabili(*). (Sorvolo poi sul nucleare che, grazie allo sciagurato referendum del 1987, siamo costretti ad acquistare a caro prezzo energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera prodotta dalle numerose centrali nucleari).
Onestamente però, prima di tutto va ricordato che sono stati coloro a proclamare che “era stata sconfitta la povertà”. Questo annuncio gioioso, fatto dal balcone, come molti decenni addietro era solito fare un altro nei momenti di esaltazione, rimarrà sicuramento una pagina indimenticabile, quanto fondamentale, della storia italica, scalpita sulla pietra.
Di Maio parla di una scelta sofferta? Ma siamo seri, la verità vera è che una volta che si è provata l’ebrezza del potere, si è potuto godere di ottimi stipendi da parlamentare ed eccellenti da Ministro, è difficile rinunciare a certi privilegi (non a caso si dice che l’appetito vien mangiando). E quindi per evitare la trappola del “doppio mandato” (di cui andavano fieri), è gioco facile dar vita ad un nuovo Partito, come se non bastassero quelli già esistenti, “ad usum delphini”. Assomiglia un pò all’operazione che fece Fini, ammaliato dalla “sirena” Napolitano, operazione che finì come ben noto e cioè invece di diventare Premier i maligni gli cambiarono cognome in Finito. Una squallida operazione di Palazzo.
Una conferenza stampa di Di Maio farcita di retorica, di affermazioni contraddittorie, a volte di banalità, dimenticando ciò che aveva affermato mesi e anni prima (come risulta da filmati reperibili su Youtube). Ma è inutile far notare a certa gente che oggi affermano l’esatto contrario di quanto detto in un passato anche recente perché ti direbbero che la politica non è una scienza immutabile. E come dar loro torto? La politica è mobile qual piuma al vento. Oppure…….. lo sono alcuni politici?
Come se avesse scoperto l’acqua calda, il Ministro degli Esteri afferma che è finita l’epoca dell’uno vale uno, oggi “uno non vale l’altro” perché abbiamo bisogno dei migliori talenti del Paese. L’esperienza (leggasi incarichi da Vice Premier e da Ministro), le capacità personali e lo studio devono rappresentare un valore aggiunto. E conclude, con incredibile ardire, che “occorre il coraggio di dire la verità”.
E questi sarebbero quelli che volevano “aprire il Parlamento come una scatoletta del tonno”? Oggi abbiamo capito che lo volevano aprire per insediarsi sul comodo e ben remunerato scranno al posto di altri.
La tragicommedia, messa in scena dal comico genovese, la farsa che è costata cara agli italiani è finita. La nave da guerra “Fregata M5S”, dell’armatore Grillo, al comando della quale era l’autoproclamato “Avvocato del popolo” e il Vice Comandante un “abile navigatore campano” sta affondando e la grande ammucchiata governativa sta traballando.
Gianni Porzi
(*) Il Prof. Rubbia, Premio Nobel per la Fisica nel 1984, in una conferenza sul problema dell’energia, tenutasi a Bologna vari anni fa e in una recente intervista, afferma che “l’eolico e il solare sono alternative disponibili in maniera aleatoria (solo quando c’è vento o sole), richiedono elettricità non facilmente trasportabile su grande scala e non permettono un sistema intermedio di accumulo di dimensioni adeguate e a un costo ragionevole”. Ergo, si potrebbe estrapolare che, per avere una resa elevata e costante di energia elettrica, l’ambiente ideale per l’eolico sarebbe il Nord Europa, mentre per il solare sarebbe l’Africa.

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