Cala inflazione a Perugia rispetto a marzo, da 7,1 a 6,5 per cento
Migliorano a Perugia e in Umbria i dati relativi all’inflazione. Il capoluogo umbro, secondo i dati resi noti dall’Istat, nel mese di marzo aveva registrato un’inflazione annua del 7,1 per cento e si posizionava al quinto posto. Un mese dopo, quindi ad aprile, sempre secondo l’Istat, l’inflazione da 7,1 è scesa a 6,5, passando dal quinto all’ottavo posto. Il rincaro annuo per la famiglia media si attesta a 1.550, per una famiglia di 4 persone è di 2.439. Nel mese di marzo questi valori erano saliti rispettivamente a 1.693 e a 2.664.
Regione Umbria
La situazione nella regione Umbria migliora anche, ma rimane stabile la sua posizione. Secondo i dati Istat sia a marzo sia ad aprile si attesta alla quarta posizione. I valori, però, scendono leggermente. Il rincaro annuo per la famiglia media nel mese di marzo era di 1621, mentre ad aprile 1503, stessa cosa per un famiglia di 4 persone. Nel mese di marzo era di 2565, mentre in quello di aprile si attesta 2.379.
Le altre città
Per quanto riguarda le altre città più care in testa alla classifica con più di 150 mila abitanti c’è Bolzano dove l’inflazione annua, pari a +8,1%, la più alta d’Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 2577 euro, ma che balza alla cifra astronomica di 3636 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Verona, dove il rialzo dei prezzi del 7% determina un incremento di spesa pari a 1768 euro per una famiglia media, 2603 euro per una di 4 persone. Sul gradino più basso del podio Trento, dove il +7,5%, la seconda maggiore inflazione, genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 1751 e 2602 euro annui. Al quarto posto Genova (+6,6%, 1601 e 2564 euro), poi Padova (+6,7%, 1692 e 2491 euro) e Bologna (+6,3%, +1776 e +2449 euro).
Le più virtuose
La città più virtuosa è Ancona, con un’inflazione del 4,8% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a “solo” 1089 euro, 1450 per una famiglia di 4 componenti. Segue Catanzaro (+5,6%, 1100 e 1468 euro) e Reggio Calabria (+5,7%, 1120 e 1494 euro).
In testa alla classifica delle regioni più costose, con un’inflazione annua a +7,7%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 2087 euro su base annua, 2989 euro per una famiglia di 4 persone. Segue la Liguria, dove la crescita dei prezzi del 6,6% implica un’impennata del costo della vita pari, rispettivamente, a 1480 e 2442 euro, terzo il Veneto, +6,5%, con un rincaro annuo di 1618 (al 2° posto come dato medio) e 2394 euro per 4 componenti.
La regione più risparmiosa è la Basilicata, +5,3%, pari a 1058 e 1507 euro.

E’ sempre troppo alta, specialmente per famiglie a basso reddito. Dal confronto con Ancona, ad esempio, Perugia ne esce piuttosto male.