di Lucrezia Fioretti
Il fatto, in pieno giorno, avviene in un porticato di un condomino a Perugia, nella zona Cortonese. Come riportano il Corriere dell’Umbria e il Messaggero. La baby gang ha pestato con violenza la ragazza, tanto che questa, nella giornata di mercoledì pomeriggio, è stata ricoverata in pediatria con diverse contusioni e una sospetta frattura, dopo aver appurato la natura traumatica delle lesioni.
Urla, calci alla schiena e al torace, pugni e l’esultanza delle altre persone che erano ferme a guardare la scena. La ragazza è appoggiata a un muro con le braccia conserte, piccola e indifesa. Il suo sguardo pieno di paura, cerca di spiegare. “Guardami in faccia quando ti parlo. Non me ne f… un c… delle scuse”, si sente. Ma anche: “Se gliele devi dare gliele devi dare”, sostiene qualcuno tra gli spettatori. La giovane viene dapprima minacciata a parole da due sue coetanee, una con top rosso e un’altra di nero con una sigaretta in bocca. A parlarle addosso è prima la ragazza con il top rosso. “Ma secondo te, dimmi perché, dai dimmelo”. Cerca di difendersi sollevando le braccia e viene bloccata. “Ma che scusa è p..co Dio”. Poi si avvicina l’altra che comincia a deriderla: “Sapete che ha fatto questa?” – dice. Poi si sente una voce che dice: “Vai c…zo, tiragli su ‘sti quattro fili di capelli”. “So’ da sola” – dice una delle ragazze”. Una voce maschile che dice: “Dai una bottigliata. tiragli ‘sti capelli, rompila”.
Poi la ragazza con il top rosso fa il cenno con mano a quella con il top nero di picchiarla e la invita a farlo. Nel video si vede che le mette le mani sul collo, come se la volesse strozzare. La povera vittima indifesa, da sola contro tutti. Ha le braccia conserte, mentre tutti le vanno contro. Qualche ragazzo urla: “Bacio, bacio, bacio”. Ed è qui che parte il primo schiaffo. A picchiarla per prima è la ragazza con il top nero, poi quella con il top rosso, la prende per i capelli e insieme a quell’altra di prima la picchia. Le ragazze diventano ancora più minacciose e si finisce con tirate di capelli e calci, con la ragazzina a terra. La rialzano prendendola per i capelli, mentre le danno dei calci nella pancia, nella schiena. La tirano a terra per i capelli, mentre la poveretta si tiene la testa. “Lasciala, lasciala, basta” – dice un ragazzo. I due minuti e quarantasei secondi finiscono quando un ragazzo decide di mettere fine alla lite e trascinarla via.
Calci e pugni, il video virale di una baby gang a Perugia fa il giro dei social
Il caso è stato segnalato nell’immediatezza alla Procura dei Minorenni di Perugia che sta lavorando per identificare tutti i ragazzini coinvolti. Le spietate giovani che l’hanno presa a calci, pugni e schiaffi, non escludendo – ovviamente – tutti coloro che solo verbalmente o filmando hanno partecipato al dramma. Dramma che continua a riecheggiare, purtroppo, a causa della viralità del video e della sua diffusione tra i diversi social.
[su_panel background=”#fffffff” color=”#080907″ border=”4px solid #f00655″ shadow=”13px 2px 29px #c9c6c6″ radius=”8″ text_align=”center” target=”blank”]Perugia violenta, Pampanelli (Cgil): “Non possiamo restare indifferenti davanti a episodi gravissimi. Serve responsabilità collettiva contro la cultura della sopraffazione” “Due episodi che preoccupano gravemente a distanza di poche ore e di pochi chilometri nella nostra Perugia, episodi che devono scuotere le nostre coscienze e non possono lasciarci indifferenti”. A scriverlo all’indomani di due gravissimi fatti di cronaca – l’incendio innescato all’interno degli spogliatoi della scuola calcio di Santa Sabina, e il brutale pestaggio di una quattordicenne in via Cortonese da parte di sue coetanee con tanto di filmato e incitamento da parte del “branco” – è Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia, che invoca una “responsabilità collettiva della città, delle sue istituzioni e di tutto il corpo sociale”. “Siamo di fronte a due fatti diversi, sui quali sicuramente gli organi preposti indagheranno al meglio – afferma Pampanelli – ma che sembrano avere un comune denominatore: lo sdoganamento della violenza, quella del fuoco o quella di calci e schiaffi, come mezzo accettabile e, tutto sommato, utile a risolvere una controversia o ad affermare la propria superiorità. Ecco, questa idea, questa cultura della forza e della sopraffazione va respinta con determinazione. Perugia deve rifiutare questo marchio, deve contrastare questa deriva. E non solo per una questione di sicurezza delle sue cittadine e dei suoi cittadini, persino giovanissimi, ma per rivendicare una sua predisposizione alla tolleranza, alla pace, all’apertura culturale e al dialogo, al rispetto degli spazi sociali e alla valorizzazione dei beni comuni. Fatti come questi non possono e non devono lasciarci indifferenti. Da parte nostra – conclude il segretario della Camera del Lavoro – nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle vittime di questa odiosa violenza, c’è la ferma volontà di contribuire, insieme alle tante persone che rappresentiamo, alla costruzione di una comunità cittadina altra, che respinga la violenza e pratichi al contrario le solidarietà, l’inclusione e la pace”. [/su_panel]

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