di Arturo Bandini (umbriajournal.com) Attenti alla pelle sì, ma non troppo, perché il sole fa bene all’organismo. È difficile districarsi fra i vari suggerimenti che emergono dalle ricerche sull’esposizione o meno ai raggi solari. L’ultimo studio dell’Università di Edimburgo afferma perentoriamente che stendersi al sole produce più benefici che rischi, dal momento che la pelle esposta ai raggi solari rilascia un composto chimico nei vasi sanguigni che serve ad abbassare la pressione sanguigna, riducendo di conseguenza il pericolo di morte per infarto o ictus.
Questo beneficio, secondo i medici scozzesi, supererebbe di gran lunga l’eventuale rischio di tumore alla pelle perché i decessi per motivi legati a patologie di natura cardiovascolare sono nettamente superiori rispetto a quelli causati dal melanoma o da altri tipi di neoplasia all’epidermide. Senza contare la stimolazione della produzione di vitamina D, fondamentale fondamentale per le ossa.
I ricercatori hanno analizzato gli effetti del sole su un campione di 24 persone che si sono sottoposte a due diverse sessioni di 20 minuti attraverso lampade abbronzanti a base di raggi UV. Nella prima sessione, la lampada emetteva regolarmente i raggi, mentre nella seconda soltanto calore.
Nel primo caso, la pressione sanguigna è calata in maniera significativa, mentre è rimasta invariata nella seconda sessione. Il dott. Richard Weller, autore dello studio, spiega: “abbiamo il sospetto che i benefici per la salute del cuore della luce solare supereranno il rischio di cancro della pelle. Lo studio che abbiamo condotto fornisce un procedimento che potrebbe spiegare tutto questo. E, inoltre, spiega anche perché una dieta con integratori di vitamina D da sola non sarà in grado di compensare la mancanza di luce solare. Abbiamo ora in programma di esaminare i relativi rischi di malattie cardiache e il cancro della pelle in persone che hanno ricevuto diverse quantità di esposizione al sole. Se questo conferma che la luce solare riduce il tasso di mortalità da tutte le cause, avremo bisogno di riconsiderare i nostri consigli sull’esposizione al sole”.

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