Allarme climatico, a Perugia la temperatura sale più che in altre città
Perugia è il capoluogo di regione in cui si registra l’aumento più elevato delle temperature medie rispetto al valore climatico 1971-2000, che rappresenta il periodo di riferimento per il calcolo delle medie climatiche.
Il dato emerge dal report sui cambiamenti climatici nei capoluoghi di regione pubblicato lunedì da Istat. Secondo il report, infatti, nel 2020 l’aumento è stato di 2,1 gradi rispetto al trentennio preso a riferimento, con una temperatura media di 15,2 gradi e un aumento di ulteriori 0,3 gradi sul valore medio degli anni 2006-2015.
Perugia è in testa anche sull’incremento dei giorni estivi, quelli cioè con una massima superiore ai 25 gradi: nel 2020 sono stati 35 in più rispetto al trentennio preso in
considerazione numero che sale a più 39 giorni se si considerano gli anni dal 2006 al 2015.
Se si analizzano cosiddette notti tropicali, quelle in cui la colonnina di mercurio non scende sotto i 20 gradi, a Perugia sono 13 in più, in pratica il doppio rispetto al periodo 1971-2020. Su questo fronte Perugia è in controtendenza rispetto agli altri capoluoghi. I dodici mesi di due anni fa non furono però troppo avari di piogge: ne caddero 930 millimetri. con dati peggiori nel 2011 (543), 2015 (537), 2017 (557) e 2018 (826). Il 2021 invece è stato certamente più problematico, con valori tra i 500 e i 600millimetri. Il problema resta quello dell’intensità della pioggia: molto più numerosi rispetto alla media. L’alluvione di Villa Pitignano è solo l’ultimo esempio di una lunga lista di eventi.
Sul tema del contrasto ai cambiamenti climatici il capogruppo del M5S in consiglio regionale, Thomas De Luca, ha presentato una proposta di legge che sarà discussa nel corso della prossima seduta dell’assemblea.
“Invito i miei colleghi che volessero contribuire a migliorare la proposta del M5S a disporre gli emendamenti in tempo utile per la discussione che avverrà il 5 aprile – dichiara De Luca – abbiamo tante armi per contrastare i cambiamenti climatici ma purtroppo una delle cose che non abbiamo a disposizione è il tempo. Bisogna superare le dichiarazioni di intenti ed assumere decisioni operative e concrete”.
Approfondire con rigore e metodo scientifico la conoscenza dei fenomeni e dei suoi effetti è fondamentale per porre in essere misure di contrasto e di adattamento più adeguate per affrontare il fenomeno del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Nella proposta di legge è prevista l’istituzione di un comitato tecnico scientifico deputato proprio a valutare i possibili scenari e sviluppare strategie di adattamento.
“Gli eventi estremi saranno la nuova normalità. Aumento delle temperature, siccità, bombe d’acqua, dissesto idrogeologico e fenomeni meteorologici estremi – conclude De Luca – rischiano di modificare profondamente il volto della nostra regione ed il suo tessuto produttivo, in particolar modo nel settore agricolo e zootecnico”.
Per questo il piano di adattamento dovrà riguardare tutti i settori: dall’agricoltura, valutando quali colture e quali impianti incentivare, all’urbanistica nella valutazione del rischio idrogeologico. Dalla sanità, dovendo far fronte alle ondate di calore sempre più intense, fino ad arrivare al turismo e allo sviluppo economico.

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