ALLA FACOLTÀ DI MEDICINA LE NOVITÀ SU CONSERVAZIONE E CURA DELL’OVAIO

In piedi Antonio Pellicer. In basso a destra Sandro Gerli
In piedi Antonio Pellicer. In basso a destra Sandro Gerli

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Gli ultimi avanzamenti tecnologici, a livello mondiale, nel campo della conservazione dei tessuti ovarici e nella cura dei carcinomi dell’ovaio. Sono stati questi i temi trattati durante il seminario organizzato dalla Clinica ostetrica e ginecologica e dalla Scuola di specializzazione in ginecologia e ostetricia dell’ateneo perugino, in collaborazione con la fondazione Gebisa, Genitori bimbi sani, che si è tenuto giovedì 27 marzo, alla Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia. Inserito all’interno di un ciclo di incontri annuali, all’incontro hanno preso parte esperti di fama internazionale quali Antonio Pellicer, professore di ostetricia e ginecologia e preside della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Valencia, e David Cibula, direttore del Centro di oncologia ginecologica dell’Ospedale universitario di Praga. “Queste lezioni magistrali – ha commentato Gian Carlo di Renzo, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica – non rientrano solamente nell’ambito dell’attività didattica rivolta agli studenti ma sono aperte a un pubblico più vasto. Vista, infatti, la qualità degli incontri e la levatura scientifica dei vari relatori, come in quest’occasione, sono intervenuti primari provenienti da tutto il centro Italia”. I temi trattati durante il corso dell’anno, con l’intervento di una decina di ospiti internazionali, sono stati la patologia della placenta, dell’ovaio, maligna e benigna, e la preservazione dei follicoli ovarici nei pazienti con il cancro. Ed è proprio su quest’ultimo argomento che ha relazionato il professor Pellicer, fondatore dell’Istituto valenciano di infertilità che ha aperto la strada alla nascita di numerosi altri centri per la procreazione medicalmente assistita, in Spagna e nel mondo. “Ci sono grandi novità – ha spiegato Pellicer – in questo ambito e oggi sono due, essenzialmente, le tecniche impiegate. Una prevede che si prenda il tessuto dell’ovaio alle donne malate, prima del trattamento. Solo quando questo è curato e totalmente sano lo trapiantiamo nuovamente. In questo modo la donna può nuovamente rimanere in cinta in maniera naturale. Abbiamo, inoltre, la possibilità di conservare e congelare gli ovociti, non solo per le donne affette da cancro o altre malattie, ma anche per coloro che hanno circa 35 anni e desiderano ancora procreare. Questa è, infatti, un’età molto pericolosa per la qualità degli ovociti. Anche se considerato un procedimento sperimentale, abbiamo già praticato questo intervento su oltre mille donne in grandi ospedali di tutto il mondo”. “Quanto illustrato – ha affermato Sandro Gerli, docente della Facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Perugia, presente al seminario – rappresenta una grande e positiva novità nell’ottica di una migliore riproduzione per le donne, anche in differenti fasi della vita. Questa collaborazione di ricerca con Pellicer è molto importante per il nostro Centro e anche per la fondazione Gebisa, che abbiamo da poco creato e che si occupa della ricerca clinica, biomolecolare e genetica per ridurre drasticamente i risultati negativi e le problematiche correlate alla nascita da gravidanze patologiche, nel medio e lungo termine”. A chiudere l’incontro è stato il professor Cibula, riconosciuto innovatore della chirurgia oncoginecologica moderna, soprattutto per quanto riguarda i tumori dell’ovaio. “La chirurgia dei tumori ginecologici – ha concluso Cibula – è radicalmente cambiata negli ultimi tempi. Fino a circa 10 anni fa, la chirurgia era essenzialmente di tipo palliativo. Adesso invece è molto più risolutiva e consente molte più possibilità di salvezza, anche senza avere recidive. Questi avanzamenti, combinati con un’opportuna chemioterapia, hanno fatto si che questo tipo di tumore, ancora difficile da diagnosticare negli stadi iniziali, possa essere aggredito in maniera migliore”.

 

Nicola Torrini

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