(umbriajornal.com) PERUGIA – “Ci dispiace che ci sia un ritardo nell’affermazione delle responsabilita’ per questo orrendo delitto ma riteniamo che la Corte di appello di Firenze fara’ giustizia”. Lo ha detto il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola durante la conferenza stampa indetta stamani dal procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Perugia, Giovanni Galati, dopo il deposito da parte della Cassazione delle motivazioni con cui il 26 marzo scorso ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate in appello per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher.
“La Corte di Cassazzione – ha detto Costagliola – e’ stata molto attenta a non entrare nel merito, anche se ha valutato specifici elementi della sentenza. Le valutazioni espresse dalla Corte di appello di Perugia hanno negato circostanze che emergevano dagli atti del processo, tanto da arrivare a una sentenza di appello che sembra una nuova sentenza, che non tiene in nessun conto quello che avevano detto i giudici di primo grado e delle risultanze del processo”.
Per Costagliola la sentenza con cui i giudici della Corte di appello hanno assolto Amanda e Raffaele “risente di un grave errore di logica” e “si discosta totalmente dai fatti reali”. “Sembra che i giudici non abbiano letto gli atti posti a fondamento della sentenza di primo grado – ha proseguito – e facendo questo hanno negato evidenze processuali, prove vere e proprie”. “Il processo di Perugia – ha concluso il sostituto procuratore generale – ha diviso i cittadini tra innocentisti e colpevolisti. Quello che e’ doveroso fare per un giudice e’ restare fuori da queste dinamiche. Quando si decide sulla sorte di una persona imputata si devono esaminare i fatti, non ci si deve lasciare impressionare dai pregiudizi. Su come si e’ svolto l’omicidio di Meredith Kercher non sapremo mai nulla: le uniche persone che ce lo possono dire sono, a mio giudizio, Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito”.
Il Procuratore Costagliola ha detto anche: “La sentenza della Cassazione riaccende ‘le speranze dei genitori della studentessa inglese di sapere chi ha ucciso la loro figlia”.

Commenta per primo