Sant’Arcangelo: Commemorata la liberazione degli ebrei confinati a Isola Maggiore e la figura di don Antonio Posta

comm1(umbriajournal.com) PERUGIA – Alla presenza di numerosi intervenuti si è svolta ieri, domenica 23 giugno, a S. Arcangelo presso l’ antico molo, la commemorazione della liberazione degli ebrei confinati a Isola Maggiore durante l’ ultimo conflitto. Proprio presso questo molo, nelle notti del 19 e 20 giugno 1944, il parroco don Ottavio Posta e alcuni pescatori d’Isola Maggiore con le barche li portarono in salvo e li consegnarono alle truppe inglesi.

Alla manifestazione, organizzata dal comune di Magione, dall’ Associazione Italia-Israele e dalla pro-loco di S. Arcangelo, erano presenti il Sindaco di Magione Massimo Alunni Proietti, il presidente dell’Associazione Italia-Israele Letizia Cerquiglini, Claudio Bellaveglia assessore alla cultura del comune di Passignano, il rappresentante della comunità ebraica di Perugia Gustavo Reichenbach, la presidente della pro Loco, Giancarla Sordi. Sono intervenuti: la nipote di don Ottavio Posta Enrica Posta, la figlia di Agostino Piazzesi uno dei pescatori che partecipò all’ eroica impresa e la storica inglese Janet Kinrade.

Dopo i saluti delle autorità, la commemorazione della vicenda è stata tenuta dallo storico Gianfranco Cialini, che già per primo nel 2005 aveva resa nota la vicenda supportata da documentazione storica e dalla testimonianza dell’ultimo dei pescatori sopravvissuti, Agostino Piazzesi. Lo stesso Gianfranco Cialini aveva sostenuto la causa di riconoscimento di Giusto tra le Nazioni per don Ottavio Posta, ottenuta nel 2011.

La relazione è stata l’ occasione per Gianfranco Cialini di comunicare il ritrovamento di uno degli ebrei salvati da don Ottavio, identificato come probabile passeggero della barca del Piazzesi, e che lo stesso Piazzesi aveva confuso con il giornalista Arrigo Levi (che in quel periodo si trovava in Argentina), «Il suo nome molto simile a quello di Arrigo Levi è Hanry Levi – ha spiegato Cialini – ed abita attualmente nel Sud della Francia. All’epoca dei fatti aveva sei anni ed è l’unico sopravvissuto»

Lo stesso Hanry Levi, invitato alla manifestazione ma impossibilitato a parteciparvi, ha scritto di ricordare la traversata del lago in una notte illuminata dalle stelle e dalla luna e cercherà di tornare al Trasimeno dove da allora non è mai tornato.

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