Bps. Fisac e Cgil: paghino i responsabili, non i lavoratori

spoleto(umbriajournal.com) PERUGIA – In merito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la BPS e a seguito della conclusione dell’inchiesta a carico di un consistente numero di indagati per reati gravissimi, la CGIL e la FISAC dell’Umbria esprimono piena fiducia nell’operato della magistratura.
Non sapendo se davvero il “comitato d’affari” esisteva e considerava la banca come una sua personale azienda di famiglia, e non essendo a conoscenza se “un’associazione a delinquere” davvero sperperava i denari altrui pensando al proprio personale tornaconto economico, la CGIL e la FISAC dell’Umbria prendono le distanze da strali di accuse generalizzate verso i sindacati aziendali invitando chiunque abbia dei sospetti a informarne immediatamente la magistratura. Prendono altresì le distanze da accuse generalizzate verso i dipendenti, lavoratrici e lavoratori che sono persone per bene scevri da logiche clientelari e fraudolente e che soprattutto lavorano per il buon andamento della Banca salvaguardandone il buon nome e la professionalità.
La CGIL e la FISAC dell’Umbria chiedono agli organi dell’Amministrazione Straordinaria che gli errori gestionali della Bps, le costose assunzioni e aperture di sportelli in zone non presidiate, lo sbilanciamento degli impieghi, le corpose svalutazioni delle sofferenze, le scelte di politica aziendale errate e dannose, non vadano a gravare sui lavoratori ai quali non dovranno essere chiesti sacrifici prima di aver promosso e attuato azioni di responsabilità mirate e dirette a chi, con il proprio comportamento attivo o omissivo, ha contribuito a creare l’attuale situazione di difficoltà, chiedendo a questi di rifondere i danni prodotti al fine di rendere l’azienda completamente risarcita. Si richiede quindi un intervento diretto della magistratura che anche cautelativamente blocchi liquidazioni importanti che, se confermato quanto attualmente risulta dalla stampa e dagli accertamenti degli amministratori straordinari, rappresenterebbero davvero uno scandalo eticamente ingiustificato. Al danno non può seguire la beffa.

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