
(UJ.com3.0) by Avi News PERUGIA – Da una parte un nuovo assetto organizzativo per rafforzare la presenza del sindacato sul territorio regionale, potenziando il servizio e snellendo la burocrazia, dall’altra l’unità con gli altri due soggetti sindacali umbri, Cisl e Cgil, con una piattaforma di riforme unitarie e una manifestazione nazionale, il 22 giugno a Roma, alla quale le tre segreterie locali si prepareranno con un evento programmato per il 18 giugno a Terni. Sono le prossime imprese che Uil Umbria ha annunciato con l’ottava conferenza regionale di organizzazione che si è tenuta giovedì 30 maggio al Plaza hotel di Perugia. Pressione fiscale, disoccupazione, credito delle imprese, aspettative rispetto alle riforme e alle azioni annunciate dal nuovo Governo sono stati i temi dell’incontro a cui hanno preso parte tanti rappresentanti sindacali a livello regionale e nazionale. Al tavolo, Claudio Bendini e Gino Venturi, segretari confederale rispettivamente di Uil Umbria e Terni, Carlo Fiordaliso e Carmelo Barbagallo, segretari rispettivamente confederale e organizzativo di Uil. Fra gli interventi anche quelli di Mario Bravi e Ulderico Sbarra, segretari umbri rispettivamente di Cgil e di Cisl. “Il tema principale – ha detto Bendini – è quello di aumentare l’efficienza della nostra organizzazione sindacale per meglio rispondere ai bisogni dei lavoratori e dei cittadini, vista anche la crisi. Pensiamo che questa si possa superare se la Comunità europea favorisce un rallentamento di vincoli economici e se, a livello statale, si dà il via alle riforme che la stessa commissione ci ha richiesto. Questo vale anche a livello locale. L’Umbria deve provvedere a riforme importanti, non solo quella della sanità e delle comunità montane, ma anche quelle relative alla società di sviluppo regionale, Sviluppumbria, e Gepafin”. “Bisogna sostenere la domanda interna – ha aggiunto Barbagallo –, perché l’80 per cento delle aziende italiane lavora per il mercato interno. Se i lavoratori e i pensionati non hanno il reddito che gli permette di poter comprare le merci che noi stessi produciamo abbiamo poche speranze. Inoltre, abbiamo molti disoccupati perché le aziende italiane soffrono, addirittura (cosa mai sentita e vista) di eccesso di credito. Un sindacalista che è costretto a dire allo Stato ‘prima di ogni cosa date i soldi alle imprese, poi pagate la cassa integrazione e poi risolvete il problema degli esodati’ è quanto dire che il Paese sta scivolando a poco a poco nel sottosviluppo”. “Bisogna sollecitare investimenti – ha detto Fiordaliso –, con i soldi recuperati all’evasione e non solo, e ridare la possibilità a giovani e meno giovani di ritrovare quella dignità perduta senza lavoro. In Italia c’è il più forte sindacato europeo, è vero, ma i lavoratori hanno gli stipendi più bassi d’Europa. Questo perché il valore nominale dei nostri salari è alto, più che in molti altri paesi del continente, ma sono talmente tartassati da tasse, balzelli, imposte regionali e nazionali, che alla fine in busta paga resta molto poco. Necessita un alleggerimento della pressione fiscale, da subito, per rimettere in moto processi virtuosi nel commercio, nell’artigianato e nell’edilizia”.
Con queste ragioni, e con tutti i dati allarmanti a sostegno delle stesse, le segreterie regionali di Uil, Cgil e Cisl si preparano ad un azione unitaria con gli appuntamenti del 18 giugno a Terni e del 22 giugno a Roma. “Il sindacato italiano – ha concluso Fiordaliso – è in una fase di svolta: a fronte dei gravi problemi che travagliano il mondo del lavoro ha ripreso il cammino unitario. Si diceva una volta ‘uniti si vince’. Proviamo a riunire le forze per riconquistare le cose che stanno a cuore, perché senza lavoro non c’è domani”.
Maria Cristina Costanza

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