Telecomunicazioni: preadottato il disegno di legge sulle infrastrutture

Assessore Stefano Vinti

stefano vinti(Umbriajournal.com) PERUGIA – “L’obiettivo è quello di eliminare le “differenze”, quelle sociali e culturali, quelle economiche e quelle infrastrutturali visto che la Rete ha prodotto un cambiamento che sta investendo profondamente tutto e tutti: i modelli produttivi e i sistemi sociali; l’accesso ai saperi e i riferimenti culturali; il modo di lavorare, di studiare, di vendere o acquistare, di conoscere e conoscersi, d’innamorarsi, di avere speranze, di fare politica.”, afferma l’assessore regionale Stefano Vinti che questa mattina, giovedì 30 maggio, nel Salone d’onore di Palazzo Donini a Perugia, ha presentato il disegno di legge sulle infrastrutture per le telecomunicazioni preadottato dalla Giunta regionale e che, dopo aver ottenuto il parere del Consiglio delle Autonomie Locali, sarà inviato in Consiglio regionale per l’approvazione.
“E’ una legge assolutamente innovativa per l’Umbria che tiene conto delle nuove realtà del mondo delle telecomunicazioni, quali la maggiore concorrenza tra operatori, la crescita del traffico di tipo “digitale”, l’utilizzo sempre più intenso di internet, la domanda crescente di servizi multimediali, il bisogno generale di mobilità, la convergenza di reti e servizi, fissi e mobili. E non si tratta di cambiamenti che riguardano una élite di specialisti, ma di mutamenti profondi e rapidi che trasformano la vita di tutti o, almeno, di tanti. Sono scelte complesse e rese ancora più urgenti dalla crisi che attraversiamo e che, da un lato, investono l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e dei servizi (a partire dai sistemi formativi, sanitari, di welfare, di accesso ai saperi e concorso ai processi decisionali) e, dall’altro, possono essere decisive per alimentare uno sviluppo sostenibile e a forte contenuto scientifico, tecnologico e di conoscenza. L’impatto delle nuove tecnologie della comunicazione apre nuovi fronti, sia da un punto di vista strettamente economico, sia come luogo di costruzione della cittadinanza. Le innegabili opportunità occupazionali e di crescita debbono essere coniugate con la diffusione universale dei diritti dei cittadini, sviluppando l’attitudine della rete ad essere luogo di democrazia e per la democrazia”.
Tuttavia, il dato più significativo riguarda gli effetti che una nuova generazione di infrastrutture dell’informazione e di servizi, possono produrre sull’economia. Da uno studio di Google sul primo semestre 2012 emerge che, rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, le ricerche in rete relative a prodotti italiani sono cresciute del 13 per cento. Le aziende attive online fatturano, assumono ed esportano di più rispetto a quello che su Internet non sono presenti. A conferma di questa tesi, Google fornisce i dati sulle piccole e medie imprese: quelle presenti sul web hanno registrato una crescita media di ricavi dell’1,2 per cento negli ultimi tre anni, contro un calo del 4,5 per cento di quelle offline. “Da questi dati, ha affermato Vinti, emerge con chiarezza che Internet crea nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Internet, però, non è solo una grande occasione di sviluppo economico. Ormai da anni si parla di Internet bene comune, per rafforzare relazioni e promuovere l’inclusione sociale. Il Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, ha sancito che il web è divenuto ufficialmente un diritto fondamentale dell’uomo. In un Paese come l’Italia dove ancora più di tre milioni di cittadini non hanno accesso alla banda larga, è importante che in Umbria una legge potrà garantire l’accesso e l’utilizzo di internet per tutti. Questo però presuppone la necessità di ampliare sempre di più la diffusione della larga banda e l’offerta di servizi. Non ci dovranno essere più differenze tra reti fisse e mobili perché voce, internet, mail e video saranno disponibili sia dentro le mura di casa o dell’ufficio sia che ci si trovi all’aperto. Sotto il profilo del quadro normativo, invece, l’emanazione di regole certe, a qualsiasi livello, relative alla realizzazione fisica delle reti infrastrutturali non segue con la stessa velocità l’evoluzione tecnologica. Inoltre, se a livello comunitario e nazionale sono stati fatti passi avanti, a livello nazionale la proposta che abbiamo presentato rappresenta uno dei primissimi esempi di legge regionale organica”.
Da anni la Regione Umbria è impegnata nella realizzazione di interventi di infrastrutturazione a banda larga del territorio, uno sforzo rilevante sia dal punto di vista finanziario che progettuale. Il processo di infrastrutturazione è attuato attraverso due azioni: la prima, nel breve periodo, tende ad eliminare ogni forma di digital divide adottando le tecnologie ritenute più idonee per una copertura quanto più estesa possibile e la seconda utile a costruire una rete regionale di nuova generazione (NGAN) attraverso la realizzazione di dorsali in fibra ottica. Con la prima azione, si è ottenuta una forte riduzione del digital divide, nella quale la presenza di dorsali di trasporto si unisce ad interventi più capillari, per consentire indirettamente la fornitura di un miglior servizio alle utenze collegate con quelle centrali. Con la seconda azione si stanno costruendo le tre dorsali principali in fibra ottica (una nord-sud lungo la Ferrovia Centrale Umbra, una orientale parallela agli Appennini, una occidentale tra il Trasimeno, l’orvietano ed il narnese) ed altri due tronconi sulle direttrici Perugia-Foligno e Spoleto-Norcia, mentre a livello locale sono quasi ultimate le reti cittadine nei centri urbani di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello ed Orvieto e sono in progetto altre tratte nei centri urbani con popolazione superiore a 15.000 abitanti, utili ad interconnettersi alle dorsali principali. “Nel disegno di legge regionale, ha concluso Vinti, oltre alla realizzazione delle rete pubblica in fibra ottica, sono trattati anche i temi relativi alle trasmissioni in radiofrequenza che interessano la telefonia mobile, per le implicazioni della nuova tecnologia LTE (banda larga per la telefonia mobile), e la diffusione del segnale radiotelevisivo, in conseguenza del passaggio dalla tecnica analogica a quella digitale. Molto importanti sono anche i riferimenti alla disciplina del sottosuolo che indica l’utilizzazione delle reti già esistenti e la previsione della posa in opera delle condutture necessarie per le reti digitali in occasione dei lavori sulle strade o degli interventi di edilizia civile.  I lavori per le reti digitali, ha continuato Vinti, sono assimilate alle opere di urbanizzazione primaria ed esentate dal pagamento di qualsiasi onere proprio per favorirne la messa in opera. Contemporaneamente, anche attraverso una mappa regionale, sarà possibile una gestione più ordinata dei siti utilizzati e di quelli da dismettere e quindi si potrà ridurre anche l’impatto sul paesaggio umbro. Tutto ciò porterà alla costituzione di una banca dati regionale degli impianti radio elettrici e delle infrastrutture delle telecomunicazioni”.

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