“Altissimu, onnipotente, bon Signore”: così si apre il testo poetico più antico della letteratura italiana, il cosiddetto“Cantico delle Creature”, scritto da Francesco d’Assisi appena un paio d’anni prima della sua morte. Un canto di lode all’Altissimo la cui essenza non è remota, ma reale e presente in ogni alito e forma di Vita qui e ora, nella Natura che porta la cifra del suo Creatore, e dunque la sua perfezione.
Il Creato come specchio ed immagine in cui il Creatore riflette la sua sublime altezza. Francesco, a differenza dei molti movimenti ereticali a lui contemporanei, non esorta a disprezzare il mondo né a fuggirlo; al contrario, la sua predicazione è un gesto costante e fervente di dichiarato amore per ciascun essere vivente, piccolo o grande, debole o forte, ricco o povero, perché tutti, egualmente, creature divine. Un canto che dalla Terra si leva verso il Cielo per tornare a questa, immagine che reca l’impronta celeste per chi sappia riconoscerla.
Questo l’invito, sempre urgente, raccolto da UmbriaEnsemble nel progetto “Francesco, il Cantico della Natura”, che dopo il successo dei Concerti effettuati in Svizzera ora viene presentato in Italia.
Un cantico, quello di Francesco, ispirato dal profondo amore per la Natura e per la Vita; per quel Creato che mai come oggi chiede di essere salvaguardato, con ogni gesto, anche con la Musica: “Laudate et benedicite mi Signore, et rengratiatelo et serviatelo cum grande humilitate”.

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