(UJ.com3.0) PERUGIA – L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve mons. Gualtiero Bassetti, vice presidente della Cei e presidente della Ceu, interviene sul crescente fenomeno del “femminicidio” con un suo “scritto-appello”, il cui testo integrale è pubblicato da oggi (6 maggio) sui siti internet dei mezzi della comunicazione sociale della Chiesa umbra e perugina (www.lavoce.it ; www.umbriaradio.it ; www.chiesainumbria.it ; www.diocesi.perugia.it ), che si apprestano a celebrare (domenica 12 maggio) la 47a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dedicata al tema “Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”.
«Quando vediamo emergere dalla cronaca episodi di violenza sulle donne – scrive il presule –, sono convinto che a perderci sia tutta la società. I media ci raccontano storie finite tragicamente, ma tante altre storie di donne rimangono soffocate nel loro privato dolore per vergogna e per la paura di denunciare. Nel dolore di queste donne sentiamo anche la nostra fragilità e la nostra mancanza di coraggio».
«Ogni persona è dono – prosegue mons. Bassetti –, in modo particolare la donna: essa è un interrogativo bello che ci interpella, chiama in causa la nostra persona, la donna è – ed ha – quell’unicità apportatrice di bene per l’umanità. La capacità di amare, di donare, di servire della donna è unica e singolare. Non è amore alzare le mani contro la propria moglie, fidanzata e contro qualsiasi donna… . Ogni forma di violenza rompe la comunione con Dio e i fratelli. A maggior ragione quando si tratta di una relazione interpersonale tra uomo e donna. Come comunità cristiana sentiamo la responsabilità di rafforzare stili di comunione dove la donna sia artefice di tale comunione, nella sua unicità di generare la vita».
L’arcivescovo fa «un appello alle comunità educative di ogni ordine e grado, scuole e università, perché si sappia rifondare la cultura della difesa della vita in ogni sua fase, dove nessuna adolescente, ragazza e giovane deve sentire la paura di crescere per il timore di subire, prima o poi, un trauma personale causato dalla violenza fisica. Insegnare una prevenzione che educhi al dialogo, al saper condividere anche le ferite più profonde…». Mons. Bassetti, nel contempo, rivolge anche «un appello alle parrocchie, alle comunità cristiane, gruppi, associazioni e movimenti perché nella fase educativo-pedagogica dei bambini e ragazzi si offrano cammini di conoscenza reciproca, valorizzazione delle diversità come bene unico e formativo».
Avviandosi alla conclusione, l’arcivescovo ricorda che «la donna, come ogni persona, ritrova se stessa nel donarsi all’altro. Perciò occorre favorire sempre più vie e percorsi di dono, di bene, di vita buona educata nel senso evangelico come ci sta testimoniando Papa Francesco».

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