(UJ.com3.0) PERUGIA – Gli amministratori Umbri di SEL si dicono preoccupati per il voto in Consiglio Regionale di Lunedì prossimo che, tagliando gli attuali quattro Ati ed istituendo l’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri), si riveli come un ulteriore sopruso alla volontà di 27 milioni di cittadini che con il referendum sull’acqua hanno scelto una gestione pubblica del servizio idrico ed l’eliminazione del 7% in bolletta, spettante alla remunerazione del capitale investito.
“Per chi come noi – dichiarano i Consiglieri Comunali ed Assessori dei Comuni Umbri di SEL – vive un rapporto diretto con i cittadini, sa quanto siano sentiti i temi della gestione, pubblica dell’acqua, e ambientalmente corretta dei rifiuti, e quanto sia profondo il senso di frustrazione, verso le istituzioni Regionali e Nazionali, per chi ha gioito per l’esito del referendum per l’acqua pubblica ma ancora non ne vede l’attuazione”.
Gli Amministratori di SEL auspicano che “il Consiglio Regionale non calpesti la volontà espressa da 27 milioni di italiani, ma bensì si esprimi chiaramente per la gestione pubblica del servizio idrico, l’eliminazione del 7 per cento in bolletta e per garantire l’approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri/giorno gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all’esito referendario.
Inoltre auspichiamo che nella formazione dell’Auri ci sia un chiaro pronunciamento verso una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia ‘rifiuti zero’ e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale, onde evitare pericolosi conflitti d’interesse. Chiediamo altre-sì, che venga riconosciuta la richiesta di partecipazione, all’interno dell’Auri, dei rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l’acqua”.

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