La Terza sezione della Squadra mobile di Perugia, all’alba di ieri, ha catturato un padre pedofilo. L’uomo, che è stato condannato con sentenza definitiva a tre anni e sei mesi, ha abusato del figlio minorenne nel 2001, nel 2002 e nel 2004, da quando il piccolo aveva l’età di sette anni. A denunciare l’orco è stata la madre – compagna dell’accusato – che presentò querela presso la caserma dei Carabinieri di Bastia Umbra. A quei tempi, infatti, era quella la città dove risiedeva la coppia coi due figli. Il violentatore fu immediatamente allontanato dal nucleo familiare, e ieri – dopo un lungo ma inesorabile percorso processuale – è stato chiamato a pagare il suo conto con la giustizia. “Un conto pesante per un incensurato – riporta un dispaccio della Questura -, un lavoratore instancabile, un uomo stimato ed insospettabile, che mai in vita sua aveva avuto a che fare con le forze dell’ordine e la giustizia.
Ma d’altra parte – continua la nota – una sanzione giusta e doverosa, per gli organi giurisdizionali giudicanti, per i fatti gravi e probabilmente irreparabili di cui si è reso responsabile, ai danni di chi proprio lui, era naturalmente tenuto a tutelare e a difendere e per i quali, forse, non pagherà mai a sufficienza”. 3 anni e 6 mesi, quindi, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dall’Ufficio di curatore e di tutore, ritenute incompatibili con i suoi trascorsi criminali. All’alba di ieri il blitz degli uomini della Terza sezione della Squadra mobile, preposta ai reati contro la persona, dallo stalking all’omicidio – diretti dal vicequestore Marco Chiacchiera e coordinati dall’Ispettore Capo Sergio Ragni -, ha permesso di assicurare alla giustizia il condannato. L’uomo, in realtà era da tempo in attesa che le Forze dell’ordine lo andassero a prendere a casa. Rassegnato e collaborativo fin da subito, è stato accompagnato a Capanne per l’esecuzione della condanna a suo carico.

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