Ast, al Mise è la giornata decisiva, trattativa ancora molto complessa

Tavolo di crisi al Mise per la Ex Cementir di Spoleto

Per l’Ast è arrivata la giornata decisiva. Governo, sindacati, azienda e istituzioni locali cercheranno di arrivare ad un accordo. La trattativa torna a concentrarsi, principalmente, su contratto integrativo e clausola di salvaguardia di tutte le ditte terze.

Il segretario generale della Cisl: “Io mi aspetto che finalmente questa situazione davvero incresciosa trovi una soluzione”

“Noi faremo di tutto per chiudere, è una lotta importante e ora meritano di essere raccolti i risultati”. Lo ha detto il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli, entrando al Mise per la vertenza su Ast. “Ci stiamo avvicinando a 290 esodi volontari, oggi quindi restano da discutere la clausola sociale per le ditte d’appalto e l’integrativo aziendale di cui vogliamo che si preservi una parte importante”, ha spiegato Bentivogli.

Il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova: “Speriamo, siamo qui per dare una mano in questa direzione”. “Dopo tanti giorni di lotta che hanno causato molta fatica e perdita di reddito ai lavoratori e hanno fatto perdere commesse all’azienda, oggi cerchiamo di chiudere una vertenza lunga con un’intesa soddisfacente per le parti: auspico che oggi si possa mettere la parola fine con piena soddisfazione di entrambe le parti”.

La trattativa starebbe procedendo lentamente tanto che qualcuno ipotizza tempi molto lunghi prima di arrivare a una conclusione.

Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella ha detto che “è stato raggiunto il numero di esuberi volontari richiesto dall’azienda: 290 persone usciranno infatti con l’esodo incentivato, quindi è stato risolto il problema dei licenziamenti, ora resta il nodo salariale ma speriamo di essere in dirittura di arrivo, crediamo che ci siano gli elementi per chiudere”. Il tema del salario resta dunque il nodo delicato su cui, continua Palombella “la trattativa non sarà semplice ma ci sono i margini per chiudere”.

Spunta l’ipotesi di cassa integrazione per mancanza di ordinativi. La richiesta dell’azienda sarebbe fino a 400 unità.

L’azienda – riferiscono i sindacati – vorrebbe procedere alla cassa integrazione straordinaria per i prossimi 2 anni per la perdita di alcune commesse. La trattativa dunque è ancora complessa e proseguirà nella notte nonostante sia stato raggiunto il numero di esodi volontari richiesti dall’azienda.

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