Giampiero Tamburi (Comitato Club Pallotta Perugia)
È innegabile che da qualche tempo a questa parte, tanto i cittadini quanto l’Amministrazione comunale, si stanno muovendo alacremente per mettere a punto delle strategie atte ad incidere profondamente su quelle situazioni di degrado ambientale e di criminalità, nel suo complesso, che sfortunatamente Perugia, come in verità molte se non tutte le maggiori città del nostro Paese ne soffrono.
C’è un fatto contingente molto importante che incide fortemente nella velocità di movimento per la loro realizzazione; ed è quello del cambio di maggioranza sugli scanni comunali che ci ha toccato nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale della nostra città.
Non considerando l’aspetto della questione sotto il punto di vista prettamente politico partitico, che in verità a questo Comitato ed al sottoscritto non può e non deve interessare, va rilevato che oggettivamente, la nuova maggioranza, si trova ad affrontare i suoi atti amministrativi non con la logica della continuità, come sarebbe stato se le elezioni avrebbero dato un altro risultato ma, con una partenza, come si direbbe con gergo sportivo, da fermo al palo.
Anche se nella prima seduta, dove c’è stato l’insediamento del nuovo Sindaco, abbiamo assistito e sentito un “vogliamoci bene” generale provenire da tutte le parti, magari per ragioni diverse: dalla minoranza per la necessità di essere presa maggiormente in considerazione e non buttare alle ortiche il lavoro che in mezzo secolo avevano realizzato, mentre dalla maggioranza per scongiurare la possibilità che una sana e costruttiva opposizione diventi un ostruzionismo più marcato del necessario, nella realtà ciò non sta avvenendo e ne vediamo la conferma in Consiglio, da come e con quale percentuale di voti passano le Deliberazioni (pochissime all’unanimità).
Ma così deve essere perché così funziona la Democrazia vera anche se tutto viene stabilito, per le varie competenze, nelle Commissioni Consiliari; vero punto politico decisionale ed è giusto che anche in quelle istituzioni la maggioranza sia quella espressa dai cittadini con il loro voto. Non dobbiamo e non vogliamo giustificare ne essere contro una parte o contro un’altra: chiediamo solo che tutto ciò sia una necessità funzionale per ottenere i risultati concreti dei problemi che la collettività vuol vedere risolti, ed in tal caso la stessa saprà attendere il tempo necessario perché ciò avvenga.
Un discorso diverso va fatto per quanto riguarda noi cittadini che costantemente chiediamo una sicurezza della nostra città che ci permetta una vivibilità consona ad una società civile quale noi siamo.
Il problema della sicurezza è troppo complesso e richiede pazienza, professionalità ed attenzione di tutti gli attori interessati per i sui molti aspetti e, certamente, affrontarla inadeguatamente con protagonismi può servire forse a farsi notare ma non certo a risolverla adeguatamente. Bisogna invece chiedere e con forza al nostro Comune, con un confronto costante e serrato, attraverso il solo concetto democratico possibile che è quello di una partecipazione paritaria, strumenti di prevenzione adeguati , per gli incresciosi atti di criminalità sempre più numerosi, onde poter realizzare, in una forma più funzionale possibile, strutture di accoglienza e di recupero e, dove sia fattibile, la riorganizzazione delle forze a disposizione per renderle adeguate alle necessità delle nuove situazioni createsi negli ultimi tempi, per poter dare un concreto aiuto alle forze dell’ordine, in modo efficace, per evitare che siano vanificati gli sforzi e le energie che quotidianamente mettono al servizio della collettività.
In questi ultimi anni, abbiamo visto nascere numerosi Comitati ed Associazioni, per un bisogno reale di partecipazione che investe la città intera per la necessità di riappropriarsi degli spazi della socialità, strappandoli al degrado e renderli luoghi di maggior radicamento della vita comunitaria.
Gli intenti sono ottimi e il diritto a queste rivendicazioni è un diritto che ogni singolo cittadino ha ma, in ciò, ci può essere il rischio di considerare il quartiere il solo deputato, nei confronti degli altri, a tali richieste e ricondurre le istanze a rivendicazioni chiuse, se non addirittura in contrasto, rispetto al resto della città.
Per questo è necessario evitare che questi percorsi restino confinati a singole iniziative o a cartelli isolati ed è per evitare queste reali possibilità di involuzione, in tale delicate ed importanti materie, che da tempo si chiede l’istituzione della CONSULTA dei COMITATI e delle ASSOCIAZIONI, come forma precisa di intervento democratico; ovvero un vero e proprio organo di governo, universalmente riconosciuto come indispensabile interlocutore tra i cittadini e le istituzioni.
Solo a partire da questi presupposti si possono tracciare percorsi che necessariamente non possono esaurirsi in iniziative astratte proposte da avanguardie sganciate dal contesto cittadino.

Commenta per primo