da Giampiero Tamburi (Comitato Club Pallotta Perugia)
Ogni mattina, nei giornali, leggeremo sempre che qualche persona è stata scippata di borsa, collanina o di qualsiasi altro oggetto, in una sequenza che si protrarrà all’infinito.
https://www.umbriajournal.com/cronaca/scippata-catenina-signora-in-piazza-gallenga-129512/
La domanda che da molto tempo ci dovremmo fare e non abbiamo mai il coraggio di farci è: “ma questo tipo di delinquenza riusciremo mai a debellarla?” Checché se ne dica e qualunque cosa si faccia io penso di no. La nostra rabbia, comprensibilissima, ci fa scagliare contro chiunque non capiamo per varie ragioni e, molto spesso, abbiamo ragione ma non sempre perché per il risentimento dettato dalle nostre paure, “facciamo di ogni erba un fascio”.
Noi cittadini per fermare questa “microcriminalità” ci rivolgiamo sempre e con decisione, alle nostre Forze dell’Ordine che, lavorando con una dedizione ed una determinazione infinita, si muovono con tante difficoltà perché, nella maggior parte dei casi il loro lavoro viene vanificato, non riconosciuto o sostenuto da leggi che tutelano più i malviventi che i principi di giustizia e legalità.
Ma, come è dimostrato ogni giorno che passa in questa terra, tutta questa dedizione, questi interventi e questi sacrifici non bastano mai. Servono anche e soprattutto, la collaborazione nei comportamenti di tutti noi cittadini che, troppo spesso, le nostre distrazione o superficialità portano ognuno di noi a compiere gesti che in qualche modo ci espongono a possibili reati nei nostri confronti.
Ma anche con la più assoluta e concreta collaborazione nostra, saremo comunque ogni giorno alle prese con questa, definita erroneamente, “microcriminalità” quando, invece è una concreta e forte delinquenza nel modo più assoluto del termine, perché le azioni che portano a procurare del male ai singoli ed alla società, non possono essere qualificate per “micro”.
Furti, truffe e scippi, spesso ai danni delle persone anziane, sono una realtà inderogabile che ci costringono tristemente a convivere con una morale che molto spesso travalica il buon senso in una collettività propensa più a portare avanti un modo di vita che va verso la negazione dei valori sociali, l’individualismo e la noncuranza dei problemi altrui.
Ma anche se non è possibile realizzare una città che sia aliena a questi fenomeni criminali, non è pensabile di “abbassare la guardia”.
Come lo Stato, attraverso la Polizia e i Carabinieri, sta operando per cercare di tamponare la crescita di questo disgustoso fenomeno, così le nostre Amministrazioni locali, Regione, Provincia e Comune, devono essere pronte nel coadiuvare, con strumenti attivi e concreti, i Tutori dell’Ordine per ridare, nel modo più realizzabile possibile, alla nostra Perugia, quella vivibilità oggi molto compromessa.
La Polizia Municipale, adeguatamente istruita ed equipaggiata, potrebbe costituire un utile punto di riferimento per tutti noi cittadini ed un valido ostacolo contro questo tipo di malavita operando, costantemente in tutto il territorio della città e specialmente nei punti in tal senso più compromessi, con ronde, pattuglie appiedate e quant’altro, alla vista di tutti, puntando, con ciò, ad una maggiore operatività sulla strada, svolgendo mansioni di prevenzione e controllo in stretta collaborazione con le altre forze dell’ordine.
In questa ottica di intervento, sarebbe importante la figura del vigile di quartiere perché agisca, oltre che come deterrente per eventuali atti di criminalità, come servizio di primo soccorso per eventuali vittime.
Questa dovrebbe essere la prima iniziativa concreata di prevenzione che il Comune dovrebbe adottare, traducendola in una vera controffensiva da lanciare su questi temi, ricercando la collaborazione tra le autorità di pubblica sicurezza, coinvolgendo anche le associazioni e i singoli cittadini.

Commenta per primo