Ast, Ugl, “Oggi ribadito ‘no’ a piano Tk, ora tavolo a Palazzo Chigi”

sciopero-orte-autostradaTERNI – “Oltre mille persone si sono riunite per manifestare la loro esasperazione e dire ‘no’ a un piano industriale, quello di ThyssenKrupp per Ast, che non guarda al futuro, all’occupazione e alla produzione”.

Lo dichiarano, in una nota congiunta, il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro, e il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici con delega alla Siderurgia, Daniele Francescangeli, al termine della manifestazione dei dipendenti dell’Ast di Terni, aggiungendo che “a questo punto chiediamo la riapertura di un tavolo a Palazzo Chigi, perché il governo deve farsi garante della trattativa su un piano, quello di Thyssen, che così com’è, è inaccettabile, e rischia di compromettere progressivamente l’attività di un sito storico e strategico per il sistema Paese.

Il muro alzato dall’azienda non aiuta a trovare soluzioni ma esaspera gli animi, e a pagare il prezzo di questa situazione attualmente sono persone che, con la loro professionalità e il loro lavoro, hanno contribuito a rendere le Acciaierie ternane un polo d’eccellenza, e adesso si trovano immeritatamente a fare i conti con una situazione di continua incertezza e con piani di scarso respiro. Per quanto riguarda gli impegni presi dal ministero del Lavoro sulla convocazione di un tavolo sulla vertenza, chiediamo che ci siano certezze e non solo parole”.

“Lo sciopero di 3 ore dei dipendenti e la manifestazione di oggi – proseguono – sono stati indetti per ottenere dall’azienda un passo indietro su decisioni che riteniamo irricevibili, e per chiedere all’esecutivo di passare dalle parole ai fatti nel percorso di tutela e rilancio di un sito di grande importanza per la siderurgia italiana e per il sistema industriale nel suo complesso”.

“La Ast di Terni – concludono – deve tornare a guardare al futuro con speranza e con un progetto serio e solido, che torni a garantire la produzione e i livelli occupazionali: stiamo parlando di lavoratori con un elevato know-how, e che oltretutto vivono in un territorio, quello ternano, alle prese con una crisi che non accenna a finire”.

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