PONTE SAN GIOVANNI – Una brillante operazione degli uomini dell’”Antidroga” della Squadra Mobile, coordinati dal Dott. Piero Corona e dall’Ispettore Capo Rita Ficarra, ha permesso di colpire ulteriormente il fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti nella periferia perugina, in questo caso a Ponte San Giovanni. Nel pomeriggio di ieri martedì 29 luglio, gli agenti della “Narcotici” hanno passato al setaccio le strade della predetta zona, avendo come unico obiettivo quello di monitorare ed osservare ogni movimento, ogni autoveicolo sospetto, ogni soggetto che si muovesse con circospezione, e alla fine qualcuno, come previsto, è caduto nella loro solita trappola: a Ponte San Giovanni c’è una Mercedes “Classe A”, condotta da un giovane albanese, che si muove tra Via Della Rete e Via Della Scuola.
Il conducente scende, si incontra con qualcuno, poi risale in macchina, riscende e continua così finchè, pedinato dagli investigatori, non viene fermato per un normale controllo. Ma una volta sottoposto al controllo, il giovane non riesce a trattenere un certo nervosismo, e così i sospetti dei poliziotti cominciano a prendere forma: perquisito nella persona e sull’autoveicolo, viene trovato in possesso di un involucro contenente, come si accerterà a seguito del narcotest, circa 5 grammi di “cocaina”, oltre a denaro contante e due telefoni cellulari.
L’albanese, XHURA Ferdinand, nato nel 1987, naturalmente si giustifica sostenendo che la droga che detiene è destinata al suo esclusivo consumo personale, ma gli agenti dell’”Antidroga” non si lasciano impietosire e vanno oltre… stranamente, entrambi i telefoni cellulari del giovane, intanto sequestrati, squillano in continuazione! Si tratta soprattutto di messaggini di suoi “amici” che gli chiedono insistentemente di incontrarlo! Come ormai avviene di consueto, i poliziotti provvedono loro stessi a presentarsi all’incontro al posto dell’albanese, accompagnando poi e ricevendo i clienti presso questi Uffici, dove gli stessi, molto gentilmente, provvederanno poi a sottoscrivere delle dichiarazioni formali nelle quali non solo affermano di servirsi, per l’acquisto della cocaina, dal nostro spacciatore, ma addirittura da mesi addietro.
A questo punto per l’albanese scattano le manette: lo stesso è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura per la successiva sottoposizione al rito direttissimo, a disposizione del Sost. Proc. Dott.ssa Angela Avila. L’albanese, attualmente regolare sul territorio nazionale, ha tuttavia in corso un procedimento amministrativo volto alla revoca della carta di soggiorno, in virtù dei suoi precedenti penali per furto aggravato e ricettazione aggravata, commessi a Venezia, nella cui Provincia risiede.

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