
La Legge 431 del 1998, nello stabilire le modalità di stipula dei contratti di locazione degli alloggi di proprietà privata, disciplina infatti l’ipotesi dei contratti a canone concordato, per i quali il valore del canone, la durata del contratto e le altre condizioni contrattuali vengono determinati sulla base di quanto stabilito in apposti accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative.
“E proprio la definizione dei livelli di canone affidata alla contrattazione in sede locale ha inevitabilmente creato disomogeneità tra territori comunali, ha sottolineato Vinti.
In molti Comuni gli accordi non esistono e dunque per poter definire l’importo del canone concordato, è necessario applicare quanto disposto da un Decreto ministeriale del 2004, il quale prevede che si debba far riferimento al “Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra Regione”. “Un quadro normativo del genere non può che generare incertezze e contraddizioni, ha dichiarato l’assessore Vinti.
Tra l’altro l’attuale crisi economica ha portato con sé una generalizzata e consistente diminuzione degli affitti anche per coloro che stipulano a canone libero, al punto tale da renderli a volte più vantaggiosi del canone concordato.
In questo contesto, dunque, uno strumento concepito dal legislatore come agevolativo per gli inquilini, al quale sono applicati anche consistenti sgravi fiscali (recentemente la “cedolare secca”, ossia l’IRPEF che deve corrispondere il proprietario, è stata ridotta al 10% nel Comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità naturali) rischia di vedere completamente vanificati i suoi effetti positivi.
E’ opportuno insomma effettuare un’approfondita riflessione sull’argomento, ha concluso Vinti, e questo sarà il compito del gruppo di lavoro che dal prossimo mese di settembre potrà essere operativo”.
Presieduto dallo stesso assessore regionale Vinti, il Gruppo sarà composto da due rappresentanti designati dalla Giunta regionale; un rappresentante designato dall’Associazione nazionale Comuni d’Italia (ANCI); un rappresentante designato da ciascuna delle Organizzazioni sindacali dei proprietari maggiormente rappresentative a livello regionale; un rappresentante designato da ciascuna delle Organizzazioni sindacali degli inquilini maggiormente rappresentative a livello regionale ed un rappresentante designato da ciascuna delle Associazioni regionali delle cooperative di abitazione maggiormente rappresentative a livello regionale.

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