PERUGIA – Lo scenario progettuale del Piano Regionale dei Trasporti (PRT) si articola incrociando tre dimensioni territoriali (euro-nazionale, trans-regionale e regionale), ed avrà validità di dieci anni con start-up quadriennale e periodi di revisione e monitoraggio triennali: è quanto affermato stamani a Perugia dall’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti, in apertura dell’incontro che si è tenuto a Perugia, e al quale è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, finalizzato a illustrare i lineamenti programmatico-progettuali del PRT e del Piano di Bacino Unico regionale. Erano presenti anche i due assessori provinciali competenti.
“Il Piano – ha spiegato Rometti – in fase di redazione e sottoposto a procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) la cui fase di consultazione preliminare si è conclusa il 18 maggio scorso, prevede tre ambiti di intervento”.
La prima azione che il Piano si pone è l’integrazione dell’Umbria nel sistema delle reti europee e nazionali per il trasporto di passeggeri e merci. Il secondo ambito d’azione del PRT che abbraccia la dimensione extraregionale e l’integrazione interregionale, si propone di consolidare il ruolo dell’Umbria di cerniera e di promotrice di integrazioni interregionali tra i territori dell’Italia centrale, conformi ai modelli e ai bisogni locali, ma orientati alla interconnessione delle aree interne con le reti e i servizi per il trasporto di persone e merci sulla media e lunga percorrenza.
Per il terzo ambito d’azione (livello territoriale regionale, inclusa la dimensione urbana), nel rispetto delle competenze di Province e Comuni, il PRT si pone come obiettivo generale la messa a punto di un sistema multimodale che garantisca adeguati e sostenibili livelli di mobilità supportando la coesione interna e il riequilibrio territoriale, ai fini dell’accessibilità dal territorio alle sedi di lavoro, ai servizi di rilevanza regionale, alle “porte di accesso” alle reti della lunga percorrenza, ma anche ai principali poli urbani di riferimento per ciascun ambito e alle aree che rivestono — per residenti e turisti — elevato interesse storico-artistico e/o ambientale. È questa una delle grandi novità introdotte dal Piano che punta ad una forte integrazione tra i trasporti su ferro, gomma e lacuali attraverso postazioni in cui sarà possibile l’interscambio. La cosiddetta “rottura di carico”, quindi il passaggio da un sistema di trasporto ad un altro per raggiungere in tempi più brevi la destinazione producendo anche economie per la produzione di servizi, sarà una condizione necessaria per la realizzazione di questo punto.
Partendo dal riconoscimento delle peculiarità del territorio umbro diventa indispensabile la strutturazione di una rete che deve interpretare ciascun territorio per dare risposte adeguate in termini di infrastrutture, servizi e politiche-azioni alla domanda generata, sia questa espressione di poli urbani di rango nazionale o di aree a bassa densità abitativa. La differenziazione significa, in questo senso, non penalizzare territori rispetto ad altri, ma favorire la coesione territoriale e l’inclusione sociale, con un’offerta di trasporto che tenga conto sia delle risorse limitate, sia dell’obiettivo primario di contrastare lo spopolamento di aree “marginali”.
Il Piano riserva grande attenzione anche alle persone con disabilità con la previsione di servizi accessibili, e inoltre punta alla semplificazione dell’informazione anche attraverso le nuove tecnologie per far conoscere agli utenti gli orari e le varie tappe di percorrenza del mezzo di trasporto in tempo reale. Infine, è previsto un biglietto unico intermodale che permetterà di passare da un mezzo all’altro.
In particolare, il tema della pianificazione della rete dei servizi di trasporto pubblico, nell’attuale frangente di limitatezza delle risorse, richiede un’assunzione di responsabilità anche nella definizione delle priorità di intervento infrastrutturale, affinché queste siano selezionate in funzione della loro capacità di massimizzare i benefici per l’esercizio, nella prospettiva di attuare un modello integrato di rete del TPRL la cui definizione è la prima finalità del Piano di Bacino unico Regionale. Le linee d’intervento del Piano dovranno essere variamente combinate definendo di volta in volta le strategie attraverso cui raggiungere la massima utilità complessiva. L’attenzione che il PRT vuole riservare al livello trans-regionale nasce, in generale, dagli obiettivi di cooperazione che la Regione Umbria sta concretamente perseguendo con azioni e indirizzi programmatici. In questo quadro si rafforza l’esigenza di politiche con i territori limitrofi che diano seguito alle buone pratiche già avviate, come nel caso dell’accordo tra le Regioni del Centro Italia per l’infrastrutturazione ferroviaria o della Società costituita per la promozione della “Strada dei due Mari”.
Il Piano regionale dei Trasporti sarà redatto contestualmente al Piano di Bacino che concretizza i contenuti del PRT. Con le sue revisioni triennali, il piano di bacino può accompagnare la progressiva attuazione delle strategie e dello stesso scenario infrastrutturale del piano trasporti.

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