Umbria Jazz 14, apertura bagnata con The Daptone Super Soul Revue

The-Daptone-Super-Soul-Revue (21)di Luana Pioppi
PERUGIA – Apertura di Umbria Jazz all’insegna del soul e della pioggia. Si intitolava “Funk & Soul Night” il concerto di “The Daptone Super Soul Revue“, il gruppo di musicisti a Brooklyn, che questa sera (11 luglio) ha inaugurato la 41esima edizione della kermesse musicale più importante dell’Umbria. Per la prima volta il palco dell’Arena del Santa Giuliana ha ospitato la potenza della voce di Sharon Jones con i “Dap Kings” e di Charles Bradley con gli “Extraordinaries” che si sono unite ai ritmi afrobeat di “Antibalas” e al sound Motown dei “Sugarman 3”, con la presenza di “Saun & Star” e del maestro di cerimonia Binky Griptite.

È stato un omaggio alla rinascita della musica soul che, negli ultimi anni, è stata accesa e alimentata da un’energia musicale che è esplosa grazie a questo insieme di circa 30 artisti che però, nel corso della serata, si sono incrociati senza soluzione di continuità. Nelle loro molte incarnazioni musicali hanno contribuito a creare il fenomeno indie della Daptone Records. Questi artisti, conosciuti e apprezzati in tutto al mondo, difficilmente propongono tutti insieme la loro interpretazione della soul revue che ha dato il titolo alla serata.

Tra le star c’era, come detto, Sharon Jones che ha vinto una dura lotta contro la malattia che l’aveva aggredita e che ora mette nel canto una gran voglia di vivere. Con lei quelli che si presentano con la sigla “The Dap Kings”, band di solidi specialisti della materia (hanno suonato con Amy Winehouse in Back to Black). Altro personaggio importante salito sul palco è stato Charles Bradley, che incarna la tipica favola americana del perdente nato che ne ha passate di tutti i colori ma che, finalmente, in tarda età, quando nessuno ci credeva è riuscito ad arrivare al successo. Dietro Bradley, musicalmente parlando, si sono materializzate le ombre di giganti come James Brown e Otis Redding. Uno stile, il suo quindi, che ricalca con passione e fedeltà ad un mood che è la storia stessa della tradizione nera americana. Subito dopo sono saliti sul palco gli Antibalas (in spagnolo significa “a prova di proiettile”) che si ispirano all’afrobeat e a figure come Fela Kuti. Infine, il trio The Sugarman 3, che si caratterizza per il tipico suono dell’Hammond.

Lo spettacolo c’è stato, alternato con canzoni vivaci e ballate più romantiche. Ma per il popolo di Umbria Jaz si è trattato di un’apertura inedita non troppo apprezzata. Anche a causa della pioggia, caduta nel tardo pomeriggio e durante la prima parte del concerto, e del freddo, che ha spinto i più ad andarsene prima della fine del concerto.

httpv://youtu.be/LTQqrVguU9Q

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