Fondi a Radio Galileo, Melasecche chiede un consiglio straordinario

Polemiche meschine, Melasecche, nessuno si è aumentato un euro
Enrico Melasecche
Enrico Melasecche
Enrico Melasecche

Chiede un consiglio comunale straordinario, le dimissioni del sindaco, la rinuncia alla prescrizione e la costituzione di parte civile. Il consigliere comunale di “I love terni” Enrico Melasecche torna alla carica sulla questione dei finanziamenti a Radio Galileo e sull’inchiesta della Corte dei Conti.

“Quella che oltre due anni fa chiamai “una vera e propria truffa” allo Stato oggi prende consistenza di indagine giudiziaria – dice Melasecche – C’è da augurarsi che non finisca tutto, come accaduto in questi anni, con l’ennesima prescrizione”.

“Se la giustizia fa il suo corso a Milano, a Genova, a Torino, a Napoli, a Roma, a Palermo, a Catania, a Taranto, oggi anche a Perugia, non si comprende perché non faccia altrettanto a Terni.

Questa mattina – rivela Melasecche – ho presentato la stessa interrogazione del 25 maggio 2012 perché i tempi sono maturi che si discuta in un consiglio straordinario, al più presto, ai sensi del regolamento comunale”.

Melasecche parla di uno strano “club per 10 soci” che ha drenato dallo Stato “7 miliardi e 300 milioni di vecchie lire per “gestire” quella impresa favorita in tutti i modi rispetto a quelle analoghe anche locali costrette a vivere una vita dura in un mercato in crisi per tutti”.

Il consigliere chiede pertanto: la fissazione di un consiglio straordinario in base al regolamento perché il caso merita chiarimenti ineludibili da parte del sindaco; le dimissioni del sindaco perché, al di là degli aspetti giudiziari, sia contabili che inerenti eventuali reati, la vicenda in sé è palesemente indice di un'”etica bulimica e padrona” che i cittadini  non accettano più; la rinuncia a qualsiasi prescrizione da parte di tutti gli interessati alla vicenda nel caso in cui dovessero essere indagati ed eventualmente rinviati a giudizio anche dalla magistratura ordinaria; la costituzione di parte civile, per decenza istituzionale, a differenza del comportamento vergognoso di questi anni, in qualsiasi giudizio che interessi pubblici amministratori del Comune, compreso lo stesso sindaco nel caso di rinvio a giudizio dello stesso per le indagini in corso.

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