
Grazie a tutti, alla tante donne, ai ragazzi, ai tanti anziani costretti a stare a casa per la paura di cadere nelle buche.
UN SINDACO DELEGITTIMATO
Si tratta dell’esatto opposto di quanto è accaduto per Di Girolamo: il quale invece – tra il primo e il secondo turno – ha perso per strada migliaia di voti, quasi 7000 (6963, per l’esattezza), come mai era accaduto in passato.
Finito l’effetto-Renzi per le europee, e l’effetto-preferenze per le comunali al primo turno, il giudizio dello stesso elettorato di sinistra sul sindaco uscente è stato dunque pesantissimo, veramente imbarazzante: se è vero che è ridiventato sindaco con niente più che 20.000 voti, vale a dire il 22,5% degli aventi diritto, e che è stato dunque scelto solo da un ternano su 5.
A Di Girolamo, in altre parole, è rimasto solo un voto “di appartenenza”: non certo un voto della città, non certo un voto dell’elettorato più giovane, che anzi è stato proprio quello che al ballottaggio ha disertato le urne.
Tutti gli osservatori parlano di grave delegittimazione e di una pseudo-investitura. Alla quale – aggiungiamo noi – si sommano poi le gravi ombre che, oggi più che mai, incombono sul “sistema-Terni”. E che, con una nuova opposizione sarà per lui sicuramente impossibile fugare.
DAL M5S UN GRANDE REGALO AL SINDACO USCENTE
A proposito di opposizioni, però, ci sono scelte che non posso non stigmatizzare fortemente. E che riguardano innanzitutto la scelta – gravissima e davvero contraddittoria – della stragrande maggioranza dell’elettorato del M5S di non riandare a votare o, al massimo, di annullare la propria scheda o votare scheda bianca. Questa scelta ha fatto quantitativamente la differenza ed è risultata determinante nel regalare a Di Girolamo un altro quinquennio.
Il Movimento 5 Stelle faccia un esame sereno di quanto accaduto: inutile parlare adesso di un’opposizione dura per i prossimi 5 anni, laddove avrebbero potuto concorrere ad un grande progetto di vero cambiamento.
La loro è stata la scelta di chi ha preferito essere minoranza e lasciare il manovratore dov’era. Questo denunciano i numeri e tant’è.
LA RESPONSABILITÀ DEL TRADIMENTO
C’è inoltre una parte dell’elettorato che si dice di area moderata, e che si professava alternativa a Di Girolamo, che porta a sua volta la responsabilità sicuramente maggiore di aver favorito l’Amministrazione uscente, scegliendo di restare ancorata a divisioni autolesioniste piuttosto che premiare le ragioni del progetto comune.
Agli uomini del Cammello e del DromeDARIO (solo per fare degli esempi) – magari in queste ore impegnati a raccattare qualche briciola sotto al tavolo del vincitore – voglio dire che la decisione di andare al mare al secondo turno, se non addirittura di votare proprio Di Girolamo (per fare degli esempi), corrisponde ad un vero e proprio tradimento nei confronti della città. Un tradimento che – sul piano morale se non su quello dei numeri – nel loro caso è ancora più pesante e si misurerà sulla crisi in cui versa Terni sotto ogni profilo.
RESPONSABILITA’ DELL’ASTENSIONE
La Città di Terni per oltre il 60% degli aventi diritto ha preferito non andare a votare; è stata una scelta assurda, irresponsabile, contraria ad ogni logica, di cui tutti, anche gli astensionisti, pagheranno il prezzo.
IL FUTURO
Ora è solo nelle mani di Dio non del Sindaco, voluto solo dal 22,50% dei ternani, non dell’opposizione schiacciata dalla nuova legge a pochi consiglieri, non dei ternani che, a larga maggioranza hanno deciso di stare alla finestra.
Saremo governati da una amministrazione di fatto sfiduciata e ciò è gravissimo.

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