Convegno su G. K. Chesterton, “Amato dagli atei e da Papa Benedetto XVI”

Gilbert_Keith_Chesterton(UJ.com3.0) PERUGIA – Patrocinato dall’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e promosso dal Gruppo Fuci “Giuseppe Toniolo” e dal Circolo “Giorgio La Pira”, è il convegno dal titolo “L’avventura umana e letteraria di un uomo vivo: Gilbert Keith Chesterton”, che si terrà giovedì 16 maggio, alle ore 21, presso il Centro Mater Gratiae, nel capoluogo umbro. Interverranno Paolo Gulisano, saggista e scrittore, biografo di Chesterton, vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana e Edoardo Rialti, docente di Letteratura alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e all’Istituto Teologico di Assisi, “visiting professor” alla Olswa University, Ontario (Usa). Modererà suor Roberta Vinerba, presidente del Circolo “Giorgio La Pira”, e introdurrà Fabrizio Saracino, presidente del Gruppo Fuci “Giuseppe Toniolo”.

Suor Roberta Vinerba presenta Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) come un uomo che «ha colpito Gandhi e Churchill; ha sfidato nazismo, comunismo e consumismo, senza mai litigare, e senza mai smettere di sorridere. E’ autore di polizieschi, poemi, romanzi, saggi politici che sembrano scritti domani. Ha amato Dio e “tutte le cose buone sulla terra”, facendole riscoprire ai suoi lettori. Questo, e molto altro, è G. K. Chesterton, il “difensore della fede”, un gigante del pensiero del ‘900, amato dagli atei e da Papa Benedetto XVI».

Per quanti non lo conoscono, e non solo tra le giovani generazioni, Chesterton è tra i più brillanti letterati della prima metà del secolo scorso con un gran numero di opere da lui scritte spazianti dai romanzi ai racconti, dalle poesie alle biografie (tra cui una su Charles Dickens), fino alle opere teatrali. Amante del paradosso e della polemica, della ricca produzione di Chesterton fanno parte opere polemiche come: “Eretici” (1905), “Ortodossia” (1908), “Che cosa va male nel mondo” (1910); un opera di stampo storico e volutamente tendenziosa sono “I crimini dell’Inghilterra” (1915); tra i saggi di ispirazione cattolica ricordiamo “San Francesco d’Assisi” (1923), “L’uomo che chiamiamo il Cristo” (1927), “San Tommaso d’Aquino” (1933). I suoi romanzi testimoniano invece un’immaginazione vivace, paradossale e talora stravagante: “Il Napoleone di Notting Hill” (1904), “L’uomo che fu giovedì” (1908), “Le avventure di un uomo” vivo (1912). Celebre è la ricca serie di racconti polizieschi che hanno per protagonista padre Brown. Alto circa centonovanta centimetri per oltre centotrenta chilogrammi, Chesterton in trent’anni di attività ha scritto quasi cento libri e un numero difficilmente calcolabile di articoli, partecipando a numerose dispute con altri grandi letterati, tra i quali H. G. Wells e George Bernard Shaw.

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