Nuevo Tango, Quintetto Astor Piazzolla e il bandoneon di Mar de la Plata ad Umbria Jazz

Nei cento anni della nascita di questo musicista italo argentino

 
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Nuevo Tango, Quintetto Astor Piazzolla e il bandoneon di Mar de la Plata ad Umbria Jazz

“Nessuno ha mai suonato la musica di Astor Piazzolla meglio di Astor Piazzolla”. E’ quanto si dice da sempre sul leggendario bandoneista e, con molta probabilità, il Quintetto che si è esibito a Umbria Jazz è il combo che più si avvicina al mitico Piazzolla. La sua musica immensa è stata celebrata sul mainstage dell’Arena Santa Giuliana, ad Umbria Jazz in occasione dei cento anni dalla nascita del grande di Mar de la Plata.

Il Quintetto della Fondazione Astor Piazzolla, che Carlo Pagnotta ha voluto per deliziare il palato fine del popolo del jazz, celebra il centenario con un nuovo disco e un tour mondiale.

Astor Piazzolla formò il suo primo quintetto nel 1960, portando così il tango alle sue estreme conseguenze. Cinque strumenti solisti che cantavano il corpo elettrico della città con una potenza di fuoco inaudita, una ricchezza melodica, ritmica, armonica senza precedenti e un sound finalmente all’altezza dei tempi. Negli anni in cui il tango non sapeva più che farsene delle maestose macchine orchestrali dell’epoca d’oro, il quintetto venne a indicare le nuove strade da percorrere.
Fondazione Astor Piazzolla
La Fondazione Astor Piazzolla, nata per proteggere e diffondere il suo enorme lascito, ha ricreato il quintetto con la direzione di Laura Escalada Piazzolla. Da oltre venti anni gira i teatri del mondo suonando gli inestimabili arrangiamenti autografi e riportando alla luce gioielli pressoché inediti. L’attuale formazione riunisce cinque dei migliori musicisti argentini con una solida preparazione di tango alle spalle, come sarebbe piaciuto ad Astor. Hanno temperatura, swing, talento: un amalgama perfetto per far rivivere una musica che sembrava irripetibile. 

Nuevo Tango è quello che il Quinteto Astor Piazzolla, da oltre vent’anni, fa rivivere capitalizzando il lascito del compositore argentino, suonandone gli arrangiamenti autografi e riscoprendo brani dal suo sterminato catalogo – un laboratorio permanente, in sostanza, che proietta nel futuro un’eredità musicale che sembrava irripetibile.

La formazione preferita da Piazzolla era, appunto, il quintetto con il bandoneón, violino, pianoforte, chitarra elettrica e contrabbasso, “un’equilibrata riduzione, scrive Ravennanotizie, della grande orchestra, cinque voci in cui si deve sentire tutto,” sosteneva il compositore.

Nel 1960 Piazzolla fondò il suo Quintetto, che divenne rapidamente il suo organico preferito nel processo di creazione del suono del Nuevo Tango.

I musicisti che lo accompagnavano erano tutti esecutori di altissimo livello. Un’esperienza esaltante, durata fino al 1978, quando Piazzolla lasciò l’Argentina per l’Europa, ma proseguita fino al 1988, con un’altra formazione analoga.

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