Allarme ricostruzione in Umbria, migliaia le pratiche non “istruite” che si fa?

Rischio sismico e dissesto idrogeologico quali inadempienze, quali criticità, quali soluzioni
Rischio sismico e dissesto idrogeologico quali inadempienze, quali criticità, quali soluzioni

Allarme ricostruzione in Umbria, migliaia le pratiche non “istruite” che si fa? Nel corso dell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria il consigliere Andrea Smacchi (Pd) ha presentato l’interrogazione a risposta immediata con cui ha chiesto alla Giunta regionale “quali azioni intende mettere in atto per riorganizzare e potenziare al meglio il ‘Servizio rischio sismico’ viste le tante attese da parte dei cittadini e delle imprese”. Nell’atto ispettivo, Smacchi ricorda che “il servizio elabora i criteri e le metodologie per la valutazione e la riduzione del rischio sismico, svolge funzioni di prevenzione sismica ed opera per l’ottimizzazione degli interventi in condizioni di emergenza e di ricostruzione post sisma. Ad oggi però la situazione di queste pratiche è fuori controllo dal momento che ci sono richieste giacenti e in sospeso ormai da lunghi mesi.

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La Giunta regionale, nel dicembre scorso, ha deliberato di incaricare il Servizio amministrazione del personale di attivare tutte le possibili procedure atte ad assumere ingegneri e geologi necessari per il Genio civile del Servizio rischio sismico entro il 31 marzo 2018. Prima il sisma e poi la sentenza della Consulta sulla procedura semplificata hanno fatto sorgere problemi di smaltimento delle pratiche”.

L’assessore Giuseppe Chianella ha risposto che “il Servizio da due anni e mezzo sostiene un pesante carico di lavoro (circa 11.500mila pratiche da istruire ogni anno) legato a variazioni nella legislazione di settore e nella ripresa del settore edilizio. Tutto ciò mentre si è aggravata la carenza di personale: i tempi di rilascio delle autorizzazioni sismiche da parte del Genio civile regionale non sono superiori a quelli previsti (60 giorni) ma c’è il rischio che si blocchi l’attività istituzionale di controllo nei cantieri edili.

La recente sentenza della Corte costituzionale ha decretato la necessità di autorizzazione preventiva per tutte le opere in zona sismica 1 e 2, annullando la semplificazione prevista nel testo unico sull’urbanistica.

La Giunta è impegnata ad ampliare la dotazione organica, attraverso l’utilizzo di figure dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e con il bando per la mobilità, a cui hanno già risposto 7 ingegneri per 5 posti. Il futuro avvio della ricostruzione imporrà una ulteriore valutazione sulla dotazione organica del Genio civile regionale.

È un dato di fatto che il protrarsi di questa situazione rischia di compromettere il livello dello standard anche qualitativo, nonché la risposta agli utenti, e questa cosa va risolta in modo rapido e definitivo, anche per non incorrere nelle sanzioni per ritardo dell’azione amministrativa o, addirittura, per risarcimento danni”.

Smacchi ha replicato sottolineando che…

Smacchi ha replicato sottolineando che “i numeri delle pratiche da evadere sono rilevanti e ci sono molti cittadini e molte imprese che aspettano. Non bisogna sottovalutare che, rispetto al testo unico sull’urbanistica, la Consulta ha dichiarato incostituzionale anche la norma che prevedeva la valutazione sismica dei Piani regolatori da parte dei Comuni: essa ora torna alla Regione e questo sta paralizzando i Comuni. Si tratta di un problema da portare sul tavolo nazionale, anche in relazione alla maggiore autonomia legislativa che la Regione Umbria dovrebbe avere”.

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