Volley, Sir Safety, intervista ad Aleksandar Atanasijevic 🔴

 
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Volley, Sir Safety, intervista ad Aleksandar Atanasijevic

da Alessandra Valentini
E’ davvero emozionante parlare dopo mesi di distacco dallo sport causato dal Coronavirus, con il famoso Bata o meglio Magnum, uno dei giocatori più amati della Sir Safety Perugia, Aleksandar Atanasijevic. In questo caso la tecnologia è davvero utile e grazie a Skype è stato possibile vederlo oltre che sentirlo.

Per prima cosa ci ha tenuto a rassicurarci sulle sue condizioni ed è dispiaciuto che non sia stato possibile salutarci tutti insieme magari a fine campionato, purtroppo la situazione della quarantena improvvisa non ha permesso il saluto di persona neanche per gli altri giocatori che sono andati via e non torneranno più a Perugia.

Nonostante Aleksandar sia un po’ stanco a causa di un intervento chirurgico di pochi giorni fa, ci ha tenuto tantissimo a farsi intervistare per far giungere ai tifosi il suo saluto e noi lo ringraziamo che abbia scelto Umbriajournal.

  • Ringrazio Aleksandar Atanasijevic l’opposto della Sir di essere qui con noi di Umbriajournal. Tu sei un Principe a Perugia, ti considerano in molti così ma preferisci essere chiamato “Bata” o “Magnum” dato che sei famoso con entrambi i nomi?

“Buongiorno, soprattutto piacere mio di fare questa intervista per Umbriajournal. Non c’è tanta differenza sinceramente. Bata in serbo penso che sapete già cosa significa: fratellino. Quando sono nato io a mio fratello che è di due anni più grande di me, i miei genitori dicevano sempre ‘guarda è nato tuo fratellino, tuo fratellino, tuo bata’, da quel momento sono rimasto Bata, sono 28 anni che mi chiamano tutti in Serbia Bata. Invece qua grazie a Gino Sirci che mi ha dato questo soprannome Magnum che mi piace un sacco, sicuramente è un piacere portare questo soprannome e spero di portarlo qua fino alla carriera a Perugia”.

  • La tua carriera vanta molti premi sia con la tua nazionale serba che nelle ultime sette stagioni alla Sir. Quanto pensi che una squadra così ambiziosa possa aver contribuito nella tua crescita come atleta?

“Io penso di aver fatto la scelta migliore, la scelta personale di venire qua a Perugia, io l’ho fatta sette anni fa quando Perugia non era una delle squadre più forti del mondo . in quel periodo l’allenatore è stato Slobodan Kovac, sicuramente è stato uno dei motivi per quali sono venuto qua e devo essere sincero, Perugia mi ha praticamente dato tutto, ho avuto la possibilità di crescere insieme alla squadra, insieme alla Società, di vincere trofei. Adesso penso che siamo arrivati a quel livello di essere la squadra tra le prime tre-quattro al mondo che sicuramente era anche il mio obiettivo personale quando sono arrivato qua.”

  • Ti sei operato nei giorni scorsi, che tipo di intervento hai affrontato?

“Io devo soprattutto ringraziare il nostro staff medico che veramente è stato gentilissimo e che mi ha organizzato tutto come solo potevo immaginare nei miei sogni. Facendo esercizio a casa ho sentito un po’ dolore al ginocchio tipo un blocco dentro che non so spiegare. Sono andato subito in ospedale, avevo problemi al menisco e anche a un tendine che mi faceva male da un po’ di tempo ma il problema più grande è stato il menisco e grazie a loro sono riusciti a farmi l’intervento in urgenza perché non potevo più stare in quella posizione, non potevo fare una vita normale. Adesso sto aspettando due-tre settimane per riprendere tutta l’attività, per riprendere gli allenamenti e fino adesso il recupero sta andando molto bene. Sono molto contento di come sono andate le cose e penso che anche tra pochi giorni torno in Serbia e continuo a lavorare con il fisioterapista”.

  • Dunque non ti farai seguire dai terapisti che sono stati sempre con te finora, per il momento andrai in Serbia.

“”Si. Fino adesso ho lavorato più con i dottori, nel senso che loro mi hanno dato gli esercizi che posso fare a casa, sicuramente nei prossimi giorni lavorerò con Tommaso Brunelli il nostro fisioterapista di Perugia e anche Fabrizio Ragusa che mi sono sempre stati vicini. Non vorrei perdere nemmeno un giorno allora sicuramente anche i prossimi cinque-sei giorni che sto qua lavoro con loro così anche i tempi di recupero saranno quelli più brevi e già all’inizio della preparazione sarò al 100% pronto a combattere. Sinceramente non vedo l’ora di tornare in campo. Sono sicuro che a tutti noi manca giocare al Palabarton”:

  • Sicuramente si. In questo periodo di stop, sia i tifosi che anche esperti del settore hanno fatto un contest che poi hanno postato nei social, definendo quella che è una formazione ideale e te sei stato proclamato l’opposto migliore. Come ti senti con questo riconoscimento, ti ci riconosci soprattutto? Cosa pensi?

“Si, sicuramente è una bellissima cosa, devo ringraziare a tutti i tifosi che hanno votato me. È un grande onore essere nel sestetto migliore in campionato scelto dai tifosi, sicuramente ti da ancora più gusto perché i tifosi sono quelli che seguono tutte le partite e i tifosi sono quelli che diciamo, sanno molto bene chi ha giocato bene, chi ha giocato meno bene durante la stagione. Allora ringrazio loro e spero di essere di nuovo l’anno prossimo nello stesso sestetto”.

  • Ti ho votato pure io

“Grazie mille. Un caffè per te. Quando ci vediamo un caffè prendiamo insieme offro io, grazie”.

  • Molto volentieri. A proposito di questo, credi che si potrà tornare al Palabarton senza tante limitazioni all’inizio della prossima stagione o si prevedono problemi secondo te?

“Devo essere obiettivo, io non ci capisco niente. Io spero solo che veramente avremo la possibilità di giocare subito da settembre con i nostri tifosi perché per noi cambia moltissimo se giochiamo con i tifosi o no. Non so se per altre squadre cambia così tanto perché abbiamo visto gli ultimi anni che il Palabarton è sempre stato pieno anche giocando contro forse l’ultima squadra in classifica o giocando il mercoledì alle 20,30 il Palabarton è sempre stato pieno di tifosi. Penso che per noi può cambiare molto e io spero di ritrovare un Palabarton come l’abbiamo lasciato a febbraio”.

  • Questa è la speranza di tutti effettivamente. Nella squadra tu sei sempre stato quello che ha fatto da collante, hai un ottimo rapporto con tutti. Come hai preso la notizia della partenza dei tuoi colleghi e soprattutto del Potke (Marko Podrascanin)?

“Sicuramente non è stato facile, io con Lucio (Luciano De Cecco) sono sei anni che giochiamo insieme. Potevamo giocare anche ad occhi chiusi perché quando passi così tanto periodo con un giocatore, praticamente sai molto bene quando ti arriverà la palla, quando ti darà la palla. All’inizio della stagione non ci voleva tanto tempo per ritrovare la palla. Invece con Potke sono quattro anni che siamo stati insieme dalla mattina alla sera, in nazionale durante l’estate, qua durante la stagione.

https://www.facebook.com/umbriajournal/videos/1141321189539244/

Una persona speciale, un amico vero. Lo dicono anche i tifosi, quello che lui è in campo è fuori campo, lo puoi chiamare anche alle tre di notte se hai bisogno di qualsiasi cosa, veramente è una persona splendida e squisita, mi mancherà tantissimo ma purtroppo questo è lo sport. Adesso pensiamo a ‘spaccare il culo di Potke’ l’anno prossimo perché adesso ci giocheremo contro”.

  • Comunque si sentirà la loro mancanza perché si erano fatti apprezzare tantissimo tutti .

“Si, anche altri ragazzi che comunque tutto l’anno hanno dato il 100% penso che era un bel gruppo, questo perché mi dispiace ancora di più non finire la stagione per la grande possibilità di vincere”.

  • Adesso con la partenza di de Cecco, secondo te chi potrebbe essere il candidato ideale per essere il capitano della Sir?

“Io non so, ci sono tanti giocatori che lo possono fare, penso che il capitano è solo un ruolo che è uguale agli altri perché tu prendi un po’ più di responsabilità ma devi uscire in campo, devi giocare, sei quello che porta la squadra in campo. Penso che non è un lavoro così difficile , non importa sinceramente chi lo farà perché l’importante è solo fare un bel risultato l’anno prossimo che sicuramente tutti noi vogliamo fare perché nonostante tanti cambi, penso che la squadra rimane sempre forte e avremo le nostre chance di vincere il campionato anche l’anno prossimo”.

  • È lodevole ciò che dici. Il calore dei tifosi come hai detto te prima e come dicono tutti gli altri ragazzi, è molto importante per voi. Quanto ti manca adesso il contatto con loro? Ti manca ricevere i loro abbracci, i loro cori, i loro sorrisi?

“Si. Io mi ricordo che dopo ogni partita, dopo ogni allenamento cantavo sempre i cori in spogliatoio, adesso sono mesi che non abbiamo la possibilità di uscire in campo e sentire quel tifo che facevano loro, quel tifo straordinario che a noi da una spinta in più invece agli avversari sicuramente toglie qualcosina. Questo perché io ho questa grande speranza di giocare di nuovo davanti a loro, di vedere ancora le coreografie che facevano, di vedere lo spettacolo che facevano. Io sono uno che è molto collegato a loro, molto vicino a loro e io li voglio solo salutare con la speranza di stare di nuovo insieme da settembre”.

  • come ti ho accennato, ti mandano tutti i loro saluti, chiedono di sapere se stai bene e se ti mancano, cosa che hai detto.

“Grazie mille, un bacione a tutti!”

  • La loro domanda è questa: qual è il coro che in questo momento hai in testa? Tu hai detto che non c’è uno che preferisci ma è in base a quello che hai in testa al momento, adesso qual è quello che hai in testa?

“Si ecco, come hai detto dipende anche dal giorno. Quello che mi rimane in testa quale coro, dipende anche dalla partita. In questo momento forse quello ‘Non ci arrendiamo’ vista la situazione in Italia e anche nel mondo in questo momento con il Coronavirus bisogna non arrendersi e andare avanti sperando che passa tutto e che possiamo vincere anche questa battaglia”.

  • Lo canteresti per loro per salutarli?

“Non ci arrendiamo, fino a quando non vinciamo non ci arrendiamo…”

  • Bellissimo! L’ultima cosa ti chiedo: i tuoi tifosi erano molto preoccupati per te soprattutto adesso in vista dell’intervento però si sono tranquillizzati perché hanno visto che sei molto ben assistito, coccolato e viziato da una persona speciale per te.

“Si, sono anche un po’ troppo viziato in questi giorni perché ancora non riesco a camminare, uso le stampelle. Per fortuna c’è la mia ragazza Eci (Elitsa Vasileva) che è rimasta qua già da un mese e mezzo che sta con me e mi aiuta tantissimo. Adesso anche sto facendo anche un po’ finta ‘ahhh non ce la faccio ad alzarmi’ così mi porta tutto sul divano. Povera lei ma spero che presto tolgo le stampelle e inizio a camminare così anche smetto di rompere le scatole a lei”.

  • Guarda, ha il ringraziamento di tutti i tifosi. Ci farebbe piacere poterla salutare perché anche lei a Perugia si è fatta molti fan che la sostengono e che la supportano.

“Grazie, grazie mille. Lei è uscita fuori perché doveva andare a fare la spesa allora le dico tutto quello di cui abbiamo parlato. Grazie mille”.

  • Io ti ringrazio a nome di Umbriajournal e di tutti i tifosi. Speriamo di rivederti veramente presto e in forma.

“Grazie mille, veramente piacere. Un grandissimo saluto a tutti e soprattutto ai nostri tifosi. Un bacione, ciao”.

Queste le parole scambiate con Magnum che piace a tutti per  la sua affabilità. Sentire parlare dalla sua voce di partite, di giocatori, di Palabarton e una piccola intonazione di uno dei cori che piacciono tanto, ci ha fatti ritornare indietro di qualche mese a quando eravamo spensierati, quando la domenica e spesso il mercoledì sera eravamo soliti entrare dentro il palazzetto per tifare una grande squadra con giocatori fantastici e tutto quello che stiamo vivendo ora a causa del Coronavirus, ci sarebbe sembrato solo un film di fantascienza.


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