Block Devils impeccabili: Osaka travolta e titolo mai in discussione
La Sir Sicoma Monini Perugia firma una nuova pagina della propria storia, centrando il terzo Mondiale per Club in tre partecipazioni e consolidando un dominio costruito con continuità, personalità e una qualità di gioco che ha lasciato il segno a Bélem. La squadra del presidente Gino Sirci completa un percorso netto, chiuso senza sconfitte e con una finale che conferma la superiorità tecnica e mentale del gruppo guidato da Angelo Lorenzetti.
Dopo aver chiuso la fase a gironi con tre vittorie e il primo posto nella Pool B, Perugia ha accelerato ulteriormente nella semifinale contro i campioni in carica del Sada Cruzeiro, superati con un secco 3-0. La finalissima contro l’Osaka Bluteon ha ribadito la stessa supremazia: un altro 3-0, questa volta costruito con lucidità nei primi due set e con una straordinaria capacità di resistere e ribaltare l’inerzia nel terzo, quando i giapponesi hanno tentato l’ultimo assalto.
Il livello del torneo, elevato dalla nuova formula a otto squadre, ha reso il trionfo ancora più significativo. La lunga trasferta brasiliana si è trasformata in un viaggio memorabile anche per il gruppo di tifosi arrivati grazie al contest “viaggia con la squadra”, che ha permesso ad alcuni abbonati di vivere da vicino un successo storico.
In campo, Perugia ha imposto ritmo e intensità sin dai primi scambi della finale. I Block Devils hanno controllato i primi due parziali, mantenendo costante pressione al servizio e trovando soluzioni efficaci in attacco con Ben Tara, Semeniuk e Plotnytskyi. Il terzo set, invece, ha mostrato la capacità della squadra di reagire nei momenti più delicati: sotto nel punteggio e costretti ad annullare quattro set point, i bianconeri hanno ribaltato la situazione con freddezza, trasformando ogni occasione in un’opportunità per chiudere il match.
Il sigillo finale porta la firma del capitano Simone Giannelli, premiato come MVP del torneo e miglior palleggiatore. È stato proprio lui, con un colpo di prima intenzione, a mettere a terra l’ultimo pallone della competizione, chiudendo una prestazione collettiva che ha visto brillare anche la coppia di centrali argentini Solè e Loser, oltre all’opposto Wassim Ben Tara, miglior realizzatore della finale con 16 punti.
La cronaca del match conferma l’andamento di una sfida in cui Perugia ha saputo alternare potenza e lucidità. Nel primo set, il muro di Solè e l’ace di Semeniuk hanno indirizzato subito il parziale, mentre Ben Tara ha firmato gli allunghi decisivi. Il secondo set ha visto Giannelli guidare con precisione ogni fase del gioco, trovando risposte puntuali da Semeniuk e Loser. Nel terzo, Osaka ha tentato la fuga con Larry e Nishida, ma la reazione bianconera è stata immediata: l’ace di Plotnytskyi ha riaperto il set, la difesa di Colaci ha tenuto in vita scambi cruciali e il muro di Solè su Nishida ha segnato la svolta emotiva del finale.
La chiusura ai vantaggi, dopo un susseguirsi di sorpassi e contro-sorpassi, ha certificato la forza mentale di una squadra capace di restare lucida anche nei momenti più complessi. Il servizio di Ben Tara e la giocata finale di Giannelli hanno completato un percorso impeccabile, che consegna alla Sir un titolo meritato e costruito con una continuità rara a questi livelli.

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