Perugia nel segno di Breda, record, classifica e vittorie obbligo: tenere duro

Dopo il secco 3-0 allo Spezia il tecnico è soddisfatto ma rifiuta categoricamente i voli pindarici: ‘I veri progressi ci sono in casa. Ma gli obiettivi si raggiungono alla fine, l’errore più grande sarebbe se giocatori ed ambiente abbassassero la guardia proprio ora’. Bianco: ‘Partita preparata perfettamente’

 
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Perugia nel segno di Breda, record, classifica e vittorie obbligo: tenere duro

Di Antonello Ferroni
Le cinque vittorie consecutive? Il sesto posto in classifica? Il record in serie B? Le cento vittorie da professionista? Tutti traguardi straordinari che il Perugia e Breda hanno raggiunto, imprese sulle quali i tifosi si stanno comprensibilmente lasciando andare nel fantasticare. Non certo il tecnico trevigiano. Che nel dopogara della secca vittoria sullo Spezia al ‘Curi’, senza tanti giri di parole, lascia intendere che per lui certi risultati sono sì una bella cosa, ma insieme rappresentano il concreto pericolo, prima o poi, che i suoi ragazzi si rilassino per tirare i remi in barca.

Vittorie come questa possono sembrare facili – attacca Breda, più mesto del solito nonostante la vittoria a causa della improvvisa scomparsa di un caro amico di Salerno – ma vi assicuro che non lo sono per niente. Lo possono diventare se la squadra, come è accaduto, fa le letture giuste.

Oggi le abbiamo fatte, non a caso non abbiamo subito reti, ne abbiamo segnate tre e abbiamo anche colpito due legni. Ma soprattutto mi piace il fatto che la squadra anche oggi ha capito che la cosa principale è non prestare il fianco agli avversari, di regalare alla fase difensiva almeno il settanta per cento delle energie perché tanto là davanti prima o poi i nostri attaccanti il gol lo trovano.

Lo Spezia è un avversario rognoso, che ha cambiato più moduli in corsa e noi siamo stati bravi appunto a leggere i momenti. Il sesto posto però non conta nulla, se siamo arrivati a questo punto è proprio perché siamo stati capaci di pensare sempre ed esclusivamente alla prossima partita, a concentrarci solo sul campo senza fare calcoli, tabelle e voli pindarici.

La classifica conta soltanto alla fine e la stagione è ancora lunga, se la difesa non prende gol è buon segno ma ora bisogna continuare. Le mie cento vittorie lasciano il tempo che trovano, conta che alla fine dell’anno io sia ancora seduto in panchina e gli obiettivi siano raggiunti’. E così via, in una litania cui il tecnico di Treviso tiene particolarmente, tanto ritiene importante che ora nessuno abbassi la guardia a partire dall’ambiente.

La condizione cresce insieme ai risultati – è l’unica concessione di Breda -, questa squadra ha saputo cambiare molto soprattutto in casa dove nel passato abbiamo subito rovesci non indifferenti. Ma l’innesto di nuovi giocatori a gennaio e il cambio tattico ci hanno regalato solidità ed equilibrio, mentre anche chi è rimasto ha saputo metabolizzare le cose negative accadute nei mesi precedenti. Ci siamo resi conto tutti quanti che in B conta prima di tutto essere concreti.

Ma basta, questi discorsi non mi piacciono, poi basta una sconfitta e subito viene detto che ci siamo rilassati o che abbiamo mollato. Mai dare nulla per scontato, stiamo facendo qualcosa di buono ma ricordo a tutti che la classifica conta soltanto alla fine’.

Va detto che a Cesena nella prossima trasferta il Perugia ritroverà Gonzalez (da martedì torna nel gruppo), avràMagnani (nulla di grave, per lui solo crampi nel finale) ma perderà Cerri (in nazionale e opportunamente ammonito e squalificato) e Volta, che a sua volta era diffidato ed è stato ammonito.

Cambia qualcosa – spiega Breda – ma poi non più di tanto, visto che anche Diamanti è un regista offensivo. Là davanti possiamo migliorare nella percentuale degli errori e diventare più incisivi nell’attaccare l’area. Mentre dietro vedremo cosa fare, sceglierò tra Gonzalez, Belmonte e Dellafiore. Se quest’ultimo può giocare vicino a Del Prete? Sì’.

Mentre Breda assolve Mustacchio, un po’ beccato dal pubblico a causa di qualche errore di troppo: ‘Non l’ho sostituito perché ritengo che in fase difensiva ci abbia tirato via qualche bella castagna dal fuoco, lui mi dà tanto in entrambe le fasi’.

BIANCO

Se Breda resta con i piedi per terra, altrettanto vale per i Grifoni, che tra l’altro sono scottati per quanto accadde all’andata e si guardano bene dal fare trionfalismi. ‘Abbiamo raggiunto un buon equilibrio – spiega Raffaele Bianco, autore del terzo gol -, trovato l’assetto e ora tutti si aiutano e in campo sanno cosa devono fare. Abbiamo capito quanto è importante non subire, ben sapendo che là davanti abbiamo giocatori in grado di segnare in qualsiasi momento.

Questa partita l’abbiamo preparata con attenzione, abbiamo colpito proprio quando volevamo farlo, al primo cross messo bene nell’area dello Spezia, palloni sui quali sappiamo che i nostri attaccanti tirano sempre fuori qualcosa di buono. I playoff? Bisogna arrivare almeno a 60 punti e in palio ce ne sono ancora altri 36, è troppo presto, non è ancora tempo di guardare la classifica ed esultare così come non dobbiamo più mangiarci le mani per quanto accaduto nel corso dell’andata. A due o tre giornate dalla fine vedremo dove possiamo arrivare…’.

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