Perugia Calcio, rabbia e Diamanti per trovare il riscatto

Perugia Calcio, rabbia e Diamanti per trovare il riscatto

Contro il Venezia al ‘Curi’ in emergenza: out Bandinelli, Bianco, Pajac e Magnani. Probabile partenza con l’ex azzurro nel tridente delle meraviglie, Dellafiore in difesa e Colombatto a centrocampo. I lagunari cercano l’aggancio, Breda: ‘Cerchiamo una prestazione importante ma il modo per riscattare Avellino è fare i punti’

da Antonello Ferroni
Perugia, il gioco si fa duro e i duri sono chiamati a giocare. Dopo avere vissuto una periodo di euforia e di grandissimo rendimento, un ‘magic moment’ durato quasi tre mesi in cui i grifoni hanno reso oltre le aspettative coronando una rimonta strepitosa, un periodo in cui tutto è andato per il verso giusto e le contrarietà sono state superate in scioltezza grazie ad una applicazione e ad una determinazione feroci, adesso il Perugia è chiamato a reagire nelle difficoltà.

La partita di Avellino ha rappresentato una battuta d’arresto per certi versi clamorosa ancor prima che inattesa, per il modo in cui è arrivata ovvero quasi senza combattere. È opinione comune che al ‘Partenio-Lombardi’ i grifoni non siano praticamente scesi in campo e questo la dice lunga, per certi versi potrebbe essere elemento da accogliere addirittura con ottimismo, considerando che la giornata storta ha riguardato tutti e che dunque non può essere considerata attendibile dal punto di vista tecnico o fisico. Il problema è che contro il Venezia al ‘Curi’ le assenze, già importanti, si incrementeranno.

SARA’ EMERGENZA

Già, piove sul bagnato se si considera che i tempi per il recupero di Pajac sono ancora lunghetti (lo slavo vuole provare ad esserci nel derby), che Bandinelli sarà operato alla spalla e potrebbe avere concluso la sua stagione (eventuali playoff a parte), che al lungodegente Gonzalez ora si aggiunge anche il certo forfait di Magnani, che sarà costretto a saltare la sfida contro i lagunari a causa di uno stop dell’ultimora. In più metteteci la squalifica di Bianco. Insomma, il Perugia non sarà da reinventare ma sicuramente per Breda non mancano i grattacapi. Ecco perché parliamo di prova del nove, stavolta davvero, perché contro il Venezia sarà testata l’efficacia dei principali ricambi e si potrà veramente capire fino a che punto il Perugia può contare su una rosa competitiva in tutti i suoi effettivi.

Come dire, un vero test per le ambizioni contro una diretta rivale reduce a sua volta da una sconfitta, in una partita – quella di Brescia – però giocata molto bene e nella quale i lagunari hanno creato una moltitudine di palle-gol, confermandosi comunque squadra in salute. E in questo senso il breve ma significativo appello di Santopadre (‘Posso essere amato o non amato, posso essere tanto criticato o meno, posso piacere o non piacere, ma una cosa è certa amo il Perugia come e quanto ognuno di voi. Ieri sera il calcio ci ha insegnato che niente è impossibile se siamo tutti uniti. Andiamo tutti al Curi. Il Perugia sta lottando per la Serie A e ha bisogno del nostro entusiasmo. Crediamoci’) arriva al momento di serrare i ranghi: probabile che il colpo d’occhio del ‘Curi’ stavolta sarà più bello ancora del solito.

DIAMANTI SI’, MA CON BREDISMO

‘La posta in palio è talmente alta che cerchiamo alternative senza farci troppi pensieri – è la prima considerazione di Roberto Breda alla vigilia -. Se avremo una pronta reazione alla sconfitta di Avellino lo dirà soltanto il campo, nel calcio tutto è opinabile e conta il risultato. Di certo ad Avellino abbiamo sbagliato tutto e tutti quanti, mentre in questa partita i punti se non varranno doppio avranno comunque un peso specifico molto importante. D’altro canto in momenti come questo la classifica conta poco, penso ai risultati dell’ultimo turno in cui le squadre che sono in fondo hanno battuto quelle che sono sopra di loro. Il Venezia è avversario tosto, solido, rischia di subisce molto poco, è molto forte nelle palle inattive, ha giocatori di esperienza e come tutte le squadre anche punti deboli. Noi vogliamo fare bene, cerchiamo una prestazione importante ma vogliamo soprattutto i punti’.

Una dichiarazione di intenti in piena regola quella del tecnico del Perugia, condottiero nel periodo negativo iniziale dopo il suo avvento, autentico portatore sano di filosofia in quello straordinario durato fino ad Avellino e oggi a metà del guado, in attesa di scoprire se il suo Perugia può davvero coltivare grandissime ambizioni. ‘Abbiamo alternative in varie forme alle assenze – riprende -, il processo di sviluppo di idee diverse era già avviato e abbiamo visto che in alcuni momenti ci ha dato ottime opportunità’. Una sorta di benedizione per quello che sarà il probabile utilizzo dal primo minuto di Diamanti, perché ormai l’ora è arrivata e contro il Venezia il Perugia è chiamato ad osare.

L’appello che ne segue è quasi naturale conseguenza: ‘Dopo un periodo in cui siamo andati a gonfie vele abbiamo accusato una battuta d’arresto, in questo senso ho interpretato il messaggio del presidente Santopadre in settimana, è stato un modo per invitare tutti a ripartire perché ancora tutto è in gioco. Un modo per stare tutti uniti dopo la sconfitta, per ricordare che ci mancano tante battaglie nell’ultimo periodo il rapporto fra tifosi, squadre società è cresciuto e questa unità è indispensabile se vogliamo raggiungere gli obiettivi’.

Al tempo. La presenza di Diamanti in campo dal primo minuto non significherà certamente che vedremo un Perugia troppo diverso, magari sbarazzino o spregiudicato con il baricentro più alto del solito. Pensarlo significherebbe non conoscere la mentalità di questo allenatore. No, il Perugia contro il Venezia giocherà la sua partita all’insegna dell’ormai proverbiale equilibrio e il tecnico lo ribadisce senza se e senza ma: ‘Non basta una partita andata male per rimettere in discussione tutto quello che di buono abbiamo fatto in precedenza. La sconfitta deve darci spunti ma nello stesso tempo non può e non deve mettere in discussione le nostre certezze.

È vero che ad Avellino abbiamo sofferto la presenza di giocatori strutturati come Castaldo, ad esempio, ma è anche vero che in precedenza avevamo affrontato più volte avversari del genere – penso a Caracciolo, per dirne uno – uscendone sempre in maniera positiva’. Insomma, vedremo negli intenti un Perugia corto e compatto, pronto ad attaccare senza sbilanciarsi e pronto al sacrificio in copertura, indispensabile, anche dei suoi attaccanti.

Resta il tempo che per un accenno alla straordinaria settimana del calcio italiano, alla tre giorni di coppe che ha fatto vivere tante emozioni attraverso imprese tentate e riuscite ma che per Breda ‘non sarebbe potuta essere possibile se dietro non ci fosse stato anche il lavoro di programmazione. Perché se la Roma ha battuto il Barcellona è dovuto anche alle cose fantastiche messe in atto dal punto di vista tattico dalla squadra e dal suo allenatore.

Come sta mia squadra? Mentalizzata. Le sconfitte causano come è normale anche insoddisfazione, il lavoro che abbiamo fatto è quello di veicolarla per fare risultato. Io la penso così, ad Avellino l’unica vera grande negatività sono stati i punti persi, perché per il resto ogni tanto è salutare ricordarsi che per ottenere risultati si devono fare le nostre cose con applicazione e determinazione feroci’. Appunto.

LA FORMAZIONE

Non sarà facile stavolta mantenere un equilibrio costante per tutta la gara con una formazione necessariamente rimaneggiata e un centrocampo che manca di due autentici portatori d’acqua come Bianco e Bandinelli, ma questo è l’obiettivo. In difesa dovrebbero giocare tutti insieme Volta, Del Prete e Dellafiore, difficile che Breda decida di rispolverare all’improvviso Belmonte dopo il lungo periodo senza partite ufficiali. In ogni caso Belmonte è pienamente recuperato: dovesse farlo, allora Del Prete per una volta potrebbe tornare sulla fascia, magari a sinistra dove Germoni è parso in ambasce ad Avellino. Difficile.

A centrocampo, si diceva, toccherà a Gustafson e Colombatto con Diamanti vertice alto – anche se naturalmente libero di svariare come e più gli piace – e Cerri al suo fianco alle spalle di Di Carmine. L’alternativa sarebbe l’utilizzo da mezzala di Buonaiuto dal 1′ nel 3-5-2 con la nuova esclusione di Diamanti. Buonaiuto che, per inciso, partirà invece probabilmente dalla panchina rappresentando un’ottima alternativa anche per la fascia sinistra, dove potrebbe subentrare a Germoni a seconda di come si mette la partita. Insomma, vero è che le alternative sono tante a livello tattico ma in realtà sono pochissime a livello numerico e ci sarà bisogno di tutti, non ultimo anche di Terrani che quasi certamente sarà chiamato a fare staffetta su una fascia o sull’altra. Il tutto alla vigilia di un altro trittico mica da ridere, con il Venezia, martedì la trasferta di Carpi – quando Breda attuerà giocoforza un minimo di turnover – e domenica il derby.

GLI AVVERSARI

L’inaspettato scivolone interno contro il Brescia ha portato a tre il numero delle partite consecutive senza vittorie dei lagunari, periodo in cui la squadra di Superpippo Inzaghi ha raccolto un solo punto, al “Cabassi” di Carpi. Il Venezia occupa la settima posizione, in piena bagarre per un posto nei playoff, ha raggiunto la salvezza e proprio come il Perugia, ora ha alzato l’asticella e sbarca al ‘Curi’ con il dichiarato obiettivo dell’aggancio ai grifoni.

Inzaghi potrebbe riavere Andelkovic al centro della difesa, anche se sembra ancora difficile che punti su di lui. Per il resto, Inzaghi è pronto a schierare il consueto 3-5-2 con Vicario ancora in vantaggio su Audero. Ballottaggio tra Cernuto e Bruscagin per un posto nei tre centrali di difesa a fianco dei confermatissimi Domizzi e Modolo, quest’ultimo a segno nella sconfitta contro il Brescia. A destra ancora spazio a Frey, mentre sul lato opposto Garofalo dovrebbe godere di un leggero vantaggio su Del Grosso. Proprio Garofalo fu decisivo nel match dell’andata, quando il Perugia fu penalizzato dall’espulsione di Cerri.

COSI’ IN CAMPO (stadio ‘Curi’, ore 15)

Perugia (3-4-2-1): Leali; Volta, Del Prete, Dellafiore; Mustacchio, Gustafson, Colombatto, Germoni; Diamanti, Cerri; Di Carmine. A disp. Santopadre, Nocchi, Zanon, Belmonte, Kouan, Terrani, Buonaiuto, Achy e Konate.  All. Breda

Venezia (3-5-2):  Vicario; Bruscagin, Domizzi, Modolo; Frey, Stulac, Pinato, Falzerano, Garofalo; Litteri, Zigoni. A disp. Audero, Zampano, Cernuto, Andelkovic, Del Grosso, Gori, Bentivoglio, Soligo, Fabiano, Suciu, Firenze, Marsura, Geijo. All. Inzaghi

Arbitro: Martinelli di Roma 1 (Rocca-Rossi, IV uomo Sacchi di Macerata)

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