Il Perugia é impegnato in una “guerra di trincea” ecco perché ogni punto va considerato positivo

Perugia conquista un punto a Modena ma avrebbe meritato successo

Il Perugia é impegnato in una “guerra di trincea” ecco perché ogni punto va considerato positivo

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Molti appassionati del Grifo di fronte al punto di Cosenza hanno storto la bocca. Nei bar e sui social se ne leggono di tutti i colori. Magari anche da parte di coloro che vanno sottolineando da settimane che é tutto sbagliato, tutto da rifare e non si rendono conto della contraddittorietà delle loro posizioni ed elucubrazioni. Avrebbero voluto, i super critici, che i biancorossi vincessero, dimentichi del fatto che se il Perugia naviga, tristemente, all’ultimo posto, significa che é meno bravo dei suoi competitor, comprese le altre cinque squadre che lottano ristrette in quattro punti (tra i dodici ed i 16 punti: Cosenza, Spal, Benevento, Venezia e Como).

Non é stato capito Fabrizio Castori, quando ripeteva che “non ci si salva a novembre!”. Non andava interpretato alla lettera: il tecnico intendeva dire che ci sarebbe voluto del tempo, molto tempo per raddrizzare la barca, tutto il tempo che il torneo mette a disposizione.

Fuori dai denti: quella del Perugia non sarà e non può essere una “blitzkrieg”, una guerra lampo. Non ha i mezzi, la logistica, i giocatori per riuscirci, per imporsi e per far proprie due-tre partire di seguito.

Dovrà misurarsi e combattere, per forza di cose, in una guerra “sporca”, di logoramento, di trincea. Dove un giorno si conquista qualche metro di terreno, qualche altro si perde, qualche altro ancora – si spera – si compie un balzo decisivo in avanti. Come i nostri nonni o bisnonni, riuscirono a fare, a prezzo di terribili sacrifici e di sangue, dopo la débacle di Caporetto, riuscendo a travolgere gli austro-ungarici a Vittorio Veneto e a ricacciarlo indietro. E l’agognato ribaltamento della posizione di classifica non potrà arrivare – a meno di imprevedibili colpi di scena – prima delle ultime giornate di campionato, forse sino all’ultimo secondo della “regular season”.

La salvezza é possibile? Nessuno può assicurarla o negarla, a priori. Che sia difficile riuscirci appare scontato, se si argomenta razionalmente. Lo testimoniano la classifica, la difficoltà di far gol, la facilità con cui si subiscono reti (negli ultimi turni, sotto questo aspetto, un miglioramento, si é notato). Se si riuscirà nell’impresa della salvezza le mitiche dodici fatiche di Ercole o la conquista del Vello d’oro al confronto appariranno passeggiate.

Tanto di più se il gruppo continuerà a subire infortuni (ultimo quello di Samuel Di Carmine che resterà al palo per un paio di settimane) e se a gennaio non si riusciranno a reperire elementi funzionali, non di nome ma da strenua battaglia, nel mercato di riparazione. Castori dovrà comportarsi come Quinto Fabio Massimo Verrucoso detto “Cunctator”, cioè “il temporeggiatore”. Tentando di logorare, per quanto possibile gli avversari e di sfruttare i loro eventuali passi falsi. Per il resto servirà aggrapparsi alla speranza, dea che per definizione é l’ultima a morire.

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