Percorso verde fa discutere la nuova opera avviata a Perugia

Percorso verde fa discutere la nuova opera avviata a Perugia

L’esponente Nicola Volpi presenta l’atto ispettivo a Perugia

Il dibattito in Consiglio comunale

Percorso verde – I lavori di realizzazione della nuova pista ciclo-pedonale all’interno del polmone naturale di Pian di Massiano sono finiti al centro di una dura contestazione istituzionale. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Nicola Volpi, ha depositato ufficialmente un’interrogazione a risposta scritta per fare immediata luce sui criteri di esecuzione dell’opera. Al centro delle perplessità vi è soprattutto l’impiego massiccio di asfalto stradale all’interno di un’area storicamente protetta e dedicata alla biodiversità e al tempo libero delle famiglie della città.

Il nodo dei fondi PNRR e la sostenibilità

La contestazione odierna non intende colpire lo sviluppo della mobilità dolce o i progetti legati alla ciclabilità urbana sul territorio comunale. Al contrario, l’atto ispettivo mira a verificare la reale compatibilità ecologica dei cantieri finanziati tramite le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo l’esponente dell’opposizione, l’impiego della pavimentazione bituminosa tradizionale contrasterebbe fortemente con le finalità di salvaguardia naturalistica del sito, da sempre gestito con tecniche a basso impatto paesaggistico e sfalcio ridotto per tutelare la flora e la fauna locali.

Le richieste di chiarimento tecnico

Attraverso il documento depositato in Comune, viene chiesto alla giunta e ai tecnici competenti di esibire le relazioni relative alle valutazioni microclimatiche e ambientali eseguite prima dell’avvio della stesa del manto stradale. Inoltre, il testo della mozione sollecita l’amministrazione cittadina a chiarire per quale motivo non siano state preferite soluzioni alternative e innovative a base di materiali eco-compatibili o drenanti. Tali opzioni avrebbero garantito una perfetta integrazione visiva e funzionale con la vocazione storica del parco, preservando le superfici erbose dall’impermeabilizzazione termica tipica delle coperture industriali.

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