Sei misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza a Perugia
La Guardia di Finanza di Perugia ha eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica, rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa sviluppata negli ultimi mesi.
L’inchiesta trae origine da un filone investigativo collegato a una precedente operazione che, nel gennaio 2025, aveva portato al sequestro di 65 chilogrammi di cocaina a Foligno e alla successiva disarticolazione di un gruppo criminale composto da cittadini albanesi e italiani. Gli ulteriori approfondimenti svolti dagli investigatori hanno consentito di individuare un nuovo assetto organizzativo e di ricostruire il ruolo di sei persone ritenute parte integrante del sodalizio.
Le misure cautelari eseguite comprendono quattro custodie in carcere e due arresti domiciliari. Questi ultimi sono stati applicati a due donne con figli minori di dieci anni. Gli indagati sono tutti cittadini di origine albanese; quattro risultano residenti in provincia di Perugia e due in provincia di Firenze.
Le attività investigative sono state condotte dalla Sezione G.O.A. del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, sistemi di localizzazione satellitare, servizi di osservazione e pedinamento, gli investigatori hanno raccolto elementi ritenuti significativi per delineare l’esistenza di una struttura organizzata operante nel traffico di ingenti quantitativi di cocaina.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe avuto la propria base operativa a Foligno, mantenendo ramificazioni in diverse aree del territorio nazionale e contatti sia con soggetti di nazionalità italiana sia albanese. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato collegamenti nelle province di Roma, Bari e Napoli, dove sarebbero stati rilevati rapporti con esponenti di rilievo della criminalità organizzata campana.
L’organizzazione avrebbe gestito l’approvvigionamento e il trasporto della droga attraverso canali che coinvolgevano anche l’estero. Gli investigatori hanno ricostruito il ruolo di un promotore incaricato di coordinare i trasferimenti della sostanza stupefacente da Albania e Dubai verso l’Italia, con successive distribuzioni sul territorio nazionale attraverso una rete articolata di cellule operative.
Per eludere i controlli, gli indagati avrebbero utilizzato dispositivi telefonici criptati e sistemi di comunicazione ritenuti particolarmente sofisticati. Le conversazioni avvenivano mediante apparecchi non intercettabili e con dati instradati su server esteri, rendendo più difficoltosa l’attività di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine.
L’indagine ha consentito di documentare circa quaranta episodi legati alla movimentazione di sostanze stupefacenti per un quantitativo complessivo stimato in oltre 200 chilogrammi di cocaina. Nel corso delle attività è stata inoltre arrestata in flagranza una persona trovata in possesso di quasi 25 chilogrammi della stessa sostanza, nascosti all’interno di un vano ricavato sotto il pianale posteriore di un’autovettura.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche circa 55 mila euro in contanti, una pistola risultata sottratta a un familiare appartenente alle forze dell’ordine e nove telefoni cellulari, due dei quali dotati di sistemi di crittografia. Sulla base degli elementi raccolti, il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione delle misure cautelari richieste dalla Procura, contestando agli indagati l’appartenenza all’associazione e numerosi episodi di trasporto e consegna di rilevanti quantitativi di cocaina.

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