La Squadra Mobile arresta la coppia di malviventi in Perugia
La Polizia di Stato di Perugia ha eseguito un fermo di Polizia Giudiziaria nei confronti di due cittadini di nazionalità rumena, un uomo di 42 anni e una donna di 47 anni. Entrambi i soggetti risultano già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. La coppia è ritenuta responsabile, a vario titolo, di sei episodi tra furti in abitazione consumati e tentati sul territorio umbro.
Le indagini della Squadra Mobile
Il provvedimento restrittivo scaturisce da una mirata attività investigativa di natura tecnica condotta dagli agenti della Squadra Mobile perugina. Attraverso il costante monitoraggio dei sospettati, gli investigatori hanno intercettato conversazioni in cui i due manifestavano il chiaro intento di sottrarsi alla giustizia. La coppia temeva infatti l’imminente applicazione di una misura cautelare personale. Per evitare l’interrogatorio di garanzia preventivo, già fissato davanti al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia, i due indagati avevano pianificato di abbandonare definitivamente il territorio nazionale.
L’inseguimento e il blocco sull’autostrada A14
Le attività di pedinamento elettronico sul veicolo di proprietà del quarantaduenne hanno confermato lo spostamento repentino verso le regioni del nord Italia. L’auto procedeva a forte velocità in direzione della frontiera con la chiara intenzione di raggiungere la Romania. Gli agenti della Squadra Mobile si sono messi tempestivamente all’inseguimento della vettura, riuscendo a intercettare e bloccare il fuggitivo lungo il tratto dell’Autostrada A14.
La perquisizione e i sequestri a Perugia
Contemporaneamente all’arresto in autostrada, i poliziotti hanno rintracciato la complice e compagna dell’uomo rimasta temporaneamente a Perugia. Anche la donna si stava organizzando per lasciare l’Italia nel giro di poche ore. Gli operatori l’hanno fermata prima che potesse far perdere le proprie tracce. La successiva perquisizione personale e locale nella sua dimora ha permesso di rinvenire una ingente quantità di gioielli e monili in oro. I preziosi, considerati dagli investigatori il provento delle attività illecite nelle case, sono stati posti sotto sequestro per i successivi accertamenti volti a individuare i legittimi proprietari.
La convalida del carcere
Al termine delle procedure di rito e su precisa disposizione del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, i due indagati sono stati trasferiti in strutture carcerarie. L’uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Bologna, mentre la donna è stata condotta nel carcere di Perugia. L’Autorità Giudiziaria competente ha successivamente esaminato gli atti e ha convalidato i fermi operati dalla Polizia di Stato, disponendo per il quarantaduenne la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere.

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