Il derby della Dodecapoli etrusca Caserta ed il Perugia “camaleonte”

 
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Perugia in spolvero e con gran cuore, rimonta due gol
ph Roberto Settonce

Il derby della Dodecapoli etrusca Caserta ed il Perugia “camaleonte”

Di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Se proprio si vuole etichettarlo come derby, il termine va riferito alla “Dodecapoli etrusca” di cui Arezzo e Perugia facevano parte, duemila e trecento anni fa. Il confronto resta tra due vicini che si guardano in cagnesco da tempo, in particolare nel Medioevo perché Arezzo si professava decisamente ghibellina e Perugia, al contrario, ferocemente Guelfa. Nella storia risalta l’esempio del “palio delle donne aretine”, costrette dopo la sconfitta dei loro uomini, a girare intorno alle mura della città toscana a gonne sollevate.
Nel calcio, invece, le tensioni risalgono agli ultimi due decenni del Novecento. E sono queste scaramucce che hanno fatto tirar fuori la definizione di derby per una partita tra squadre di due diverse regioni, sebbene con province confinanti.
Dopo il mezzo flop della gara d’esordio interna col Fano (2-2, in rimonta) il Perugia in Toscana ricerca se stesso. Lo ha rimarcato l’allenatore Fabio Caserta nella conferenza stampa di presentazione del match.
“La partita squalifica – spiega l’allenatore – come importante al di là del risultato. É la crescita che mi interessa: fisica, tattica, di mentalità. É ovvio che andiamo ad Arezzo per disputare una grande partita. Ci teniamo molto. Anche perché vincere vuol dire lavorare meglio…”
Quella che intende vedere il tecnico é “una mentalità vincente”. Non un Grifo da Renato Curi e uno formato trasferta, ma una squadra omogenea, solida, aggressiva, in casa e fuori.
“Non terrò minimamente conto – assicura – negli uomini da mandare in campo del mercato. Penso alla partita, non a chi entra e chi esce. Io sceglierò i giocatori che mi hanno convinto di più nel corso del lavoro settimanale. Per me tutti sono titolari. Se poi, nel pomeriggio di lunedì, il mercato ci dovesse portar via qualcuno affronteremmo il problema all’ultimo momento. Tutti sono importanti, nessuno indispensabile”.
Ai suoi giocatori continua a ripetere che desidera che sia sempre il Perugia a “tenere il pallino del gioco”, pronto a cambiare, all’occorrenza, identità. Punta, l’allenatore, a creare una squadra “camaleonte”, capace di sorprendere gli avversari, anche con cambi tattici e di modulo. Una sorta di Proteo – divinità della mitologia greca – che cambiando forma, sembianza ed aspetto, sorprende i rivali. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Ma il disegno nella mente di Caserta é questo.
Arezzo dirà se l’obiettivo appare vicino e raggiungibile a breve o se ci vorrà ancora tempo, ammesso che ci si riesca.

Probabile formazione
PERUGIA (4-3-3): Fulignati; Rosi Sgarbi Angella Crialese; Kouan Burrai Dragomir; Falzerano Murano Melchiorri. A disp.: Baiocco, Lunghi, Cancellotti, Negro, Moscati, Sounas, Tozzuolo, Rigen, Bianchimano, Elia, Righetti. All.: Caserta.

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