Acquasparta, al via la mostra B-Day sulla promozione in B della Ternana

Nel corso della serata la tavola rotonda “Stadi vuoti, vecchi spalti e nuove arene ai tempi del Covid”

Acquasparta, al via la mostra B-Day sulla promozione in B della Ternana

Nel corso della serata la tavola rotonda “Stadi vuoti, vecchi spalti e nuove arene ai tempi del Covid”

Di Rossano Pastura

Inaugurata ieri sera nel suggestivo scenario di Palazzo Cesi di Acquasparta, la mostra fotografica: B-Day. La Ternana in serie B.

La mostra, attraverso un percorso di immagini fotografiche realizzate dal giovane Tommaso Forti, racconta la cavalcata trionfale che ha portato le “Fere” a centrare una promozione in serie B da record.

Le foto, tutte in bianco e nero, vogliono testimoniare la sola nota negativa dell’ultima stagione calcistica della Ternana: l’assenza delle famose coreografie colorate dei tifosi ternani.

E allora ecco le foto di una stagione trionfale per i risultati sportivi, ma resa meno felice a causa dell’assenza del pubblico e dei tifosi della curva Est.

Un omaggio e un tributo quindi, a quel pubblico affezionato ai colori rosso-verdi che per anni ne ha animato coreografie spettacolari tanto da farne il dodicesimo giocatore in campo.

La serata è stata arricchita dalla tavola rotonda “Stadi vuoti, vecchi spalti e nuove arene ai tempi del Covid”.

All’incontro, moderato da Riccardo Picchiarati, sono intervenuti Sandro Solinas, autore del libro “Stadi d’Italia. La storia del calcio italiano attraverso i suoi templi“, Fabrizio Ghilardi, autore del libro “Wembley in una stanza” e Lorenzo Modestino, addetto stampa della Ternana Calcio.

Numerosi gli spunti di riflessione che relatori hanno offerto alle numerose persone che hanno preso parte all’iniziativa, sul presente e il futuro del calcio, soprattutto in relazione alla condivisione da parte del pubblico delle emozioni che regalano i propri eroi “in pantaloncini e scarpini” sul prato verde.

Su questo ha puntato Lorenzo Modestino: “Il compito delle società di calcio, per le prossime stagioni, sarà quello di far tornare pian piano allo stadio i tifosi. Non sarà facile, ci vorrà tempo, ma questo sarà l’obiettivo di chi fa calcio a tutti i livelli. Le regole ci sono, ormai le società si sono attrezzate e l’accesso allo stadio sarà in sicurezza”.

Un problema, quello del calo di pubblico, non legato solo alla pandemia che da più di un anno sta colpendo duramente tutto il mondo.

“Gli stadi in Italia sono datati e spesso mal concepiti. E questo, al di là della pandemia da Covid, è una delle cause della poca presenza di pubblico in Italia”. Questo è il j’accuse lanciato da Sandro Solinas, uno dei maggiori esperti in Italia di stadi e impianti sportivi.

Per Solinas “sono proprio gli stadi italiani a non lasciarsi amare, avviliti tra poco eleganti tribune in tubi metallici e poco confortevoli soluzioni architettoniche figlie di discutibili ristrutturazioni ripetutesi nel tempo“.

Gli stadi sono l’arena dove si pratica il gioco più bello del mondo ma senza pubblico non esiste calcio. Questo anno di pandemia, che ci ha privato di tante cose – ha spiegato Solinas – ha fatto conoscere anche altri aspetti del calcio. Sentire le voci dei calciatori, suoni o rumori che normalmente il tifoso non avverte è stato stimolante, ma la passione e l’emozione di vivere le partite dalle gradinate di uno stadio non possono essere sostituite dalle immagini di una tv”.

“Non vorrei – ha concluso Solinas – che dopo quest’esperienza forzata qualcuno possa pensare di continuare con lo sport a porte chiuse. L’esempio del Real Madrid che gioca le partite di champions nello stadio di allenamento dovrebbe far riflettere”.

Simpatico il racconto della propria esperienza fatta dallo scrittore Fabrizio Ghilardi. Il libro “Wembley in una stanza racconta uno dei giochi più in voga a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso: il Subbuteo.

Praticamente la possibilità per tutti di giocare negli stadi più famosi del mondo, fra immaginazione, fantasia e suggestione, assemblando squadre di campioni che nella realtà mai si sarebbero potute vedere sotto la stessa bandiera“.

“Erano anni di calcio romantico, quelli rappresentati dal Subbuteo, in cui si andava allo stadio senza biglietto nominale, senza tornelli, all’ultimo minuto. Molto diverso dal calcio di oggi, incanalato in regole di marketing e di diritti televisivi“.

Lorenzo Modestino, che ha seguito la ternana come addetto stampa, ha sottolineato quale sia stato l’effetto di giocare in stadi vuoti, soprattutto per i calciatori.

“Esperienza piuttosto negativa. Una strana sensazione, si è passati dal mondo normale a un mondo surreale. Un mondo senza la componente essenziale dello sport, il pubblico, i tifosi, la passione”.

“I giocatori – dice Modestino – hanno sperimentato una sorta di autosuggestione, che li ha portati ad immaginare durante la partita e i momenti più entusiasmanti dei 90 minuti, che il pubblico fosse presente. Ad ogni giocata, a un gol o a un intervento difensivo riuscito, immaginavano gli applausi e i cori dei tifosi, come avveniva negli anni scorsi”.

L’evento, che si è svolto nel pieno rispetto delle misure anti-covid, è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Acquasparta, la Pro Loco e l’associazione “I Memorabili”.

Nel corso della serata il direttivo de “I Memorabili“, il club di Acquasparta legato alla tifoseria rossoverde, ha donato una targa dedicata al mister Cristiano Lucarelli. La targa è stata ritirata dal capitano della Ternana Calcio, César Falletti, presente in rappresentanza delle “Fere”.

 

 
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